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Palermo Milan, speciale sport

Ti senti solo con la tua libertà?
Prove di disamore tra Palermo e Zampa


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(RP) Non c'è solo il non esaltante numero di biglietti per Palermo-Milan - ordalia che, in altri momenti, avrebbe regalato ben altre presenze - a raccontare la crisi di un rapporto che fin qui è stato di reciproco e acceso sentimento. Basta auscultare le chiacchiere del Bar dello Sport, i blog, i crocicchi di anziani all'ombra delle strade...  La storia d'amore tra Zamparini e Palermo sta vivendo il suo ciclo più difficile. E non bastano i pretoriani del Presidente, né i tifosi che fanno, con tutti i diritti di farla, professione di fede zampariniana a prescindere. Stavolta, le avvisaglie di una profonda increspatura ci sono tutte. Se ne avverte la nitida eco.

La forza cinetica dei palermitani è lo spirito di questa città. Si dirige potente verso il bersaglio, ma sa cambiare tono. L'odio diventa amore, l'amore diventa odio, in un saliscendi chimico ed emotivo che nessuno è in grado prevedere. Si sa che a un certo punto succede: zac! E quando succede, succede. I palermitani non odiano Zamparini, non ancora. Sono nella fase di possibile passaggio dal calore al disamore. Molto dipenderà, certo, dal risultato di stasera. Le folle mutano capriccio, con la marea della fortuna. Tuttavia, abbiamo l'impressione che il solco sia più profondo.

Palermo ha semplicemente il sospetto di essere stata presa in giro dal ricco imprenditore del Nord con le sue perline colorate. E' un'idea che non condivido, perché penso che il presidente Zamparini sia vittima e destinatario di sbalzi d'umore alternativamente felici e catastrofici, a seconda del ghiribizzo del suo spirito guida. Lo critico, se capita, però credo nella sua onestà di uomo e perfino nella sua bontà. Tuttavia, il sospetto dei palermitani resta. E' un'antica forma di difesa dalle bizze del conquistatore di turno: padre nobile e poi feticcio da rimuovere con il cambiare degli eventi. E' una leva tumultuosa che ha schiacciato tanti di coloro che riuscirono a farsi amare da Palermo per un po', prima dello schianto.
Maurizio Zamparini aveva tutto, poi ha cominciato a distruggere il giocattolo, non comprendendo il rischio della deriva. Se ci trovassimo da qualche parte, tutti e due, magari sulla spiaggia di Mondello, quando il tramonto è malinconico e dolce, mi verrebbe da chiedergli: sei il padrone, ma dimmi come stai? Ti senti solo con la tua libertà?

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