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Pergolizzi lascia il Palermo

"Addio mia bella Primavera"


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Rosario Pergolizzi



Si legge Primavera rosanero ma si scrive Rosario Pergolizzi. Lo storico allenatore dei baby palermitani dopo quattro anni di successi e vittorie clamorose come la conquista dello scudetto di categoria, lascia il Palermo, lo lascia per avventurarsi nel calcio professionistico. “Sì, ormai né io né la società possiamo tornare indietro, ci siamo detti addio, ognuno per la sua strada, ma tutto in perfetto sintonia. Arezzo? Sì, potrebbe essere. Sto attendendo più chiarezza dal punto di vista societario e quindi della programmazione. Dobbiamo attendere e poi forse ci sarà l’ufficialità”. Pergolizzi che si trova in vacanza, sta naturalmente guardando i Mondiali, e probabilmente lo avremo anche “disturbato” considerato che la telefonata di Livesicilia è arrivata in concomitanza con la gara Cile-Svizzera, quando però parliamo di Primavera e gli chiediamo un pensiero verso questi quattro anni di lavoro in rosanero, lui si scioglie: “Sono stati quattro anni fantastici, eccellenti. La cosa importante non è stata vincere lo scudetto o ottenere risultati prestigiosi, la cosa importante è stata vedere la crescita dei ragazzi. Tanti di loro adesso giocano nel calcio professionistico, e questo secondo me è un risultato incredibile. Segreto? Il lavoro, ma soprattutto la passione con cui io e lo staff abbiamo lavorato.  Abbiamo lavorato sempre con lo stesso obiettivo: vincere”. Pergolizzi ha avuto anche la grande chance di allenare la prima squadra rosanero, nella stagione 2006-2007, per tre partite, dopo uno dei tanti esoneri di Francesco Guidolin: “Non parlerei di grande chance, perché io e Renzo Gobbo eravamo solo dei tappabuchi. Sapevo come sarebbe andata, nel bene o nel male. Non avevamo possibilità di restare, anche perché la società aveva altre idee. La squadra non la sentivo mia, ho solo voluto dare una mano in un momento molto delicato per la società. Giocatore che in questi anni l’ha sorpresa di più? Non sarebbe giusto dire un nome, potrei dire Cossentino, Sirigu, Hernandez, Temperino, ecc. Beh, vi dico Sirigu, è addirittura arrivato in Nazionale…”. Pergolizzi apre la mente a momenti che ormai sono solo ricordi: “Tornando alla mia Primavera, la cartolina più bella è stata sicuramente la conquista del Tricolore. Ricordo il nostro ritorno a Palermo, ricordo l’affetto, il calore della gente, che ci abbracciò come se fossimo la prima squadra. Quel giorno piansi molto, perché avevamo regalato qualcosa di grande alla mia città, alla mia gente. È stato meraviglioso. Però il momento che ricorderò per sempre è quando ho detto addio ai miei ragazzi, durante il mio discorso ho visto piangere mio figlio, e allora ho capito che ho lavorato bene anche come padre, e questa è la cosa più importante”.

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