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A sinistra del Sudafrica

Tra zanzare e "Supertele"
Ma il futuro è a sinistra


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di GIUSTO CATANIA Meno male che il portiere del Paraguay, a un certo punto, è stato colto dalle allucinazioni e ha deciso di  cacciare le api che gravitavano al centro dell’area di rigore. Solo a fine gara il suo compagno di squadra, tale Alcaraz (lo stesso che aveva segnato il gol del vantaggio paraguagio), è riuscito a spiegare che quel ronzio che sentiva davanti alla porta non fosse causato da insetti col pungiglione ma dalle “zuzuvela”, le straordinarie trombette sudafricane che costringono anche i telespettatori, alla fine della partita, a ricorrere al “Moment act plus”.

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di GIUSTO CATANIA Meno male che il portiere del Paraguay, a un certo punto, è stato colto dalle allucinazioni e ha deciso di  cacciare le api che gravitavano al centro dell’area di rigore. Solo a fine gara il suo compagno di squadra, tale Alcaraz (lo stesso che aveva segnato il gol del vantaggio paraguagio), è riuscito a spiegare che quel ronzio che sentiva davanti alla porta non fosse causato da insetti col pungiglione ma dalle “zuzuvela”, le straordinarie trombette sudafricane che costringono anche i telespettatori, alla fine della partita, a ricorrere al “Moment act plus”.
Se fosse il suono assordante di questi infernali aggeggi la causa del rincoglionimento dei portieri in questo campionato del mondo? Oppure questo strano pallone che assomiglia al mitologico “Supertele”, il più leggero dei palloni che usavamo da ragazzini e che poteva bucarsi anche se il portiere aveva le unghie eccessivamente lunghe.
 Jabulani, si chiama così il pallone, e perfino il nome accresce la nostalgia per il Tango o per l’Etrusco… questo pallone descrive delle traiettorie imprevedibili, cambi di direzione degni delle punizioni di Branco o Dirceu (anche senza essere Branco o Dirceu).
Sarà stato il pallone, saranno state le trombette, sarà stata semplicemente la velleità artistica del volo d’angelo del portiere Justo Villar… la cosa importante è che c’era De Rossi e l’Italia ha pareggiato una partita che si stava mettendo male.
Certo non stavamo giocando contro la squadra più forte del mondo, però il Paraguay non è una brutta squadra e, a differenza dell’Italia, sentiva dietro tutto il sostegno del Paese.
Il Presidente Fernando Lugo, un prete amico di Hugo Chavez, sta governando tenendo la barra a sinistra, combattendo le disuguaglianze ed eliminando i privilegi, roba da far impallidire i nostri governanti ed infatti ha fatto una cosa che in Italia non si può dire ma che fanno tutti: ha autorizzato tutti i dipendenti pubblici a sospendere la giornata di lavoro per guardare la partita.
Ha fatto esattamente il contrario di ciò che ha detto il Ministro Brunetta il quale ha minacciato di voler raddoppiare le ispezioni il giorno della partita per impedire l’assenteismo dei dipendenti pubblici… ma di quali? Ovviamente dei sottoposti, i lavoratori di basso livello, mentre dirigenti, super funzionari e ministri certamente potranno godersi la partita smanettando col telecomando della propria televisione a 76 pollici incastrata tra la parete attrezzata del proprio ufficio.
Ma andando alla partita: è emersa una notizia cattiva e una buona. La cattiva: l’infortunio del più grande portiere del mondo. Personalmente quando ho sentito che Buffon non tornava in campo, nel secondo tempo, mi sono ricordato della buonanima di mia nonna che spesso non riusciva ad alzarsi dal letto perché aveva la sciatica… esattamente l’infiammazione al nervo sciatico che ha colpito il portierone della nazionale. Ci sono due ipotesi: o mia nonna era un grande portiere di calcio o Buffon si è ridotto come mia nonna a settant’anni.
La notizia buona è che finalmente in Italia c’è qualcosa di buono e giovane a sinistra, c’è tanta speranza di cambiamento: Criscito e Pepe, nel secondo tempo, hanno dimostrato che il futuro dell’Italia è a sinistra. Compagni, adesso accontentiamoci di questo…

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