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A sinistra del Sudafrica

Messico e scoppole
Ci vorrebbe Frattini...


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di GIUSTO CATANIA Comincia nel migliore dei modi l’avventura italiana verso mondiali di calcio del Sud Africa: ci voleva proprio una bella sconfitta col Messico e domani speriamo di pareggiare con la Svizzera. Sì, perché la scaramanzia, per l’italica stirpe, vale più di qualsiasi giustificazione tecnica, molto più di una seria analisi sulle difficoltà di una squadra che non rioesce a fare tre passaggi di fila.

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di GIUSTO CATANIA Comincia nel migliore dei modi l’avventura italiana verso mondiali di calcio del Sud Africa: ci voleva proprio una bella sconfitta col Messico e domani speriamo di pareggiare con la Svizzera. Sì, perché la scaramanzia, per l’italica stirpe, vale più di qualsiasi giustificazione tecnica, molto più di una seria analisi sulle difficoltà di una squadra che non rioesce a fare tre passaggi di fila.
Il Messico sembrava il Barcellona di Pep Guardiola: sarà stato Rafa Marquez a portare lo spirito blu-grana? O Giovani Dos Santos? Non pensavo facesse così bene ai propri piedi vedere dalla tribuna le partite di Messi e Xavi.
L’Italia, invece, sembrava l’Italia: Zambrotta in letargo dalla partita con l’Ucraina del 2006; Cannavaro col libretto della pensione sotto braccio in attesa che si smaltisca la fila alla posta; Pirlo in catalessi a calcolare la circonferenza del centrocampo; Gilardino fermo, come alla fermata dell’autobus, in attesa che Jovetic gli passi la palla davanti la porta vuota.
Chi gli deve passare la palla? Totti, Del Piero, Baggio, Bruno Conti… Cassano? Il problema è questo: manca a questa nazionale un calciatore che salti l’uomo e detti l’ultimo passaggio. Un tipo sveglio, veloce, creativo.
Creativo? A tutto mi potrei rassegnare tranne al fatto che,alle italiche genti, possa mancare la creatività. Forse Lippi è ancora in tempo, potrebbe convocare Frattini. Sì, proprio lui… il ministro Franco Frattini. Manca proprio lui a questa nazionale, sarebbero fondamentali i suoi slalom e le sue traiettorie infingarde.
Volete qualche esempio? Solo qualche giorno fa i corpi speciali israeliani hanno assaltato, in acque internazionali, alcune imbarcazioni di pacifisti che avrebbero voluto forzare l’embargo a Gaza portando viveri e medicine a una popolazione stremata e abbandonata. Le dichiarazioni del nostro Ministro degli Esteri sono state tempestive e puntuali: “Deploriamo questo atto e chiediamo un’indagine per sapere quello che è successo”.
Una mossa decisa, puntando dritto all’obiettivo con fare spavaldo e… mentre non te l’aspetti… virata imprevedibile e fantasiosa: quando le Nazioni Unite decidono di aprire un’inchiesta sulla vicenda, l’Italia vota contro, con una dichiarazione del ministro degna di un dribbling di Garrincha, al fulmicotone: “Eh, no! Un’inchiesta ci vuole ma non può essere internazionale… la deve fare Israele che è un Paese democratico”.
Questa sì che è creatività… Ha ragione Frattini: perché dubitare di Isreale che è un Paese democratico? Certamente le autorità israeliane diranno la verità su come hanno ammazzato decine di persone sulle navi e su come stanno uccidendo lentamente la popolazione della Striscia di Gaza. Non serve un arbitro internazionale, magari come l’Onu, per risolvere le controversie private tra lo stato di Israele e il resto del mondo.
Peccato che Frattini non sia il capo del calcio mondiale: applicando lo stesso principio, tutte le partite dell’Italia ai mondiali dovrebbero essere arbitrate da arbitri italiani… a cosa servono questi arbitri neutrali? Arbitri internazionali? Qualcuno ha dubbi sul fatto che l’Italia sia un Paese democratico? Chissà magari così si potrebbe anche replicare il trionfo di quattro anni fa.

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