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Contro il Genoa l'apoteosi


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Apoteosi rossazzurra fra applausi scroscianti, giri di campo e perfino qualche lacrimuccia. Il campionato cominciato male è finito proprio bene ed il Catania strappa perfino il record di punti in serie A : 45 contro i 43. Insomma, Mihajlovic ha battuto Zenga. Non solo nel punteggio, ma lo ha superato pure nell’entusiasmo e nelle motivazioni che hanno riempito oggi il “Cibali-Massimino” contrariamente alle ultime battute dell’anno scorso snervati, i tifosi, dal bizzoso “resto\non resto” dell’ex portierone nerazzurro. Invece il bosniaco, meno pacche sulle spalle del Walter, ha contrassegnato un recupero da leoni trasformando la spaurita compagine di Atzori in una delle migliori squadre del torneo, con gioco e lampi, immaginazione e potenza. Così anche contro il Genoa è stata partita vera, per quanto consentissero le forze ed il primo pesante scirocco scioltosi sulla città. Ed il record è stato battuto affinchè, dicono, il presidente Pulvirenti scucia un altro mucchietti di soldini di premi ai giocatori. Una più consistente barchetta di euri arriverà sicuramente dalla cessione di alcuni dei pezzi più quotati, come Jeorge Martinez e Marco Biagianti che hanno salutato un pubblico osannante con l’omaggio dell’ultimo giro di campo. Destinazione: toh, Genova rossoblu. Proprio quella che oggi ha giocato quasi ad armi pari dimostrando un buon ordito di gioco, trame interessanti, una notevole compattezza nelle geometrie che dalla difesa portano alle punte. Altri in verità gli obbiettivi di partenza, confermavano gli inviati dalla Lanterna “ma s’è chi penzu”, però di squadra da sponda medio alta sempre si tratta. Ma il Catania che s’è giocato il girone di ritorno alla pari con tutti, possiede un paio di frecce in più al proprio arco, una formula e dei giocatori che prima o poi il gol lo azzeccano, procurano occasioni, avanzano pericolosamente nelle aree avversarie. E’ successo anche oggi nella parte centrale del secondo tempo, quando i rossazzurri hanno impresso l’accelerazione necessaria ad una partita che stava scadendo nell’andamento lento. Una incursione di Capuano Ciro nell’area genoana conclusa dal solito tocco di sbieco del biondino Maxi Lopez quel tanto che basta alla sinistra del portiere Amelia Marco. Al minuto 64. Quota undici segnature per l’argentino ex oggetto misterioso che di questo passo l’anno prossimo diventerà l’uomo mercato. Ma per ora non si tocca, assicurano il presidente Pulvirenti ed il manager Lo Monaco che si fregano le mani per il colpaccio invernale. “Il Catania ora attacca a folate” annota il cronista. Lopez non lo prendono più manco a randellate, capitan Mascara orchestra da maestro le azioni e fa girare la squadra col metronomo. Si vede in campo anche tale Barrientos Pablo, talentino guarda caso argentino bloccato da un lungo infortunio. Classe sopraffina: in futuro potrebbe fare la differenza assieme a Llama con due L svernato sull’Altopiano delle Ande a ripararsi da un guasto al ginocchio. E le occasioni non si contano più, si sprecano o finiscono fuori di un soffio. Insomma, sfiorata la goleada E scampoli pure per Russo Orazio, vecchia gloria rossazzurra, anni 37, a cui la società e Sinisa hanno regalato la passerella dell’ultimo quarto d’ora. Russo il quale entrato ci si mette d’impegno e fa sudare le ulteriori sette camicie ai malcapitati difensori liguri che non vedevan l’ora di tornarsene in Riviera, e procura occasioni a più non posso. Fino al 91’ il Catania ha sfiorato il raddoppio col giovane Marchese Giovanni, passerella pure per lui. Nella partita degli addii spiccavano il duello fra Alvarez Pablo, altro sudamericano scovato nelle pampas e rivelatosi terzino tecnico palleggiatore, con Palladino Raffaele, notevole numero 10 da tutto campo, peccato per i genoani che sia uscito. Genoani sportivissimi come i loro tifosi che hanno esposto, dal pollaio della curva a loro destinata (che vergogna all’italiana) lo striscione: “I veri genoani applaudono Catania”, ricevendone in cambio la meritata ovazione. Quand’è che verranno riaperte le curve dei tifosi ospiti ? Anche questa è civiltà.. Altra partita intanto si consumava dai tabelloni. Ma il boato scatenato dal gol di Milito ha svelato da che parte stanno i tifosi catanesi. Dalla parte di quell’Inter ri-neo campione d’Italia che il Catania delle tre meraviglie Lopez-Mascara-Martinez battè proprio qui in una piovosa e memorabile serata invernale da “clamoroso al Cibali !”.

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