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Quattru gol c'amu a fari

Voglia di volare


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Dopo la quaterna di Roma, forse immeritata o forse si…tanto già arrivò, c’è voglia di riscatto nella truppa rosanero e la Lazio sembra essere la vittima predestinata, anche perché neanche tanto tempo fa si è “aggranfata” la qualificazione in Coppa Italia (o Tim Cup come la chiamano gli ..sponsori…!!) proprio a danno nostro.

Lo stadio è pieno a metà, (o è vuoto a metà fate vobis) ma l’ambientino è carico di speranza e di voglia di ricominciare proprio come rinsegna il cantante “Pappalardo”, visto che siamo freschi di Festival ( e viri chi c’è…!!). L’unico ad essere salutato con affetto tra i biancazzurri è Peppino che non è “u cumpari ri Totò”…bensì Biava, ovvero quel monumento alla difesa ed alla serietà che dalle parti di viale del Fante hanno sbolognato non senza rimpianti di tutti, ma non è la prima volta che accade e non sarà certo l’ultima di queste cavolate…

Mentre qualcuno si attarda all’entrata e qualcun altro perde tempo ad “assittarsi o so puostu”, Abel Hernandez detto la Joya segna il goal dell’uno a zero, nel tripudio generale. La strada sembra già in discesa e mentre quel centinaio di supporters ( nel senso di sopportati a mala pena) laziali tenta di infastidire la quiete rosanero, lo stadio manda Lotito (…o non Lotito) e la Lazio a …”fare in B”. Javier Pastore delizia il prato con giocate di classe e nel frattempo Kjaer e Migliaccio randellano a tignitè…Insomma non ce n’è ..”pi nuddu”.

Miccoli non è ancora quello dei tempi migliori, ma l’occasione buona non se la lascia sfuggire e dopo essere stato atterrato in area da Muslera (parente del signor Galbusera), segna il suo , secondo rigore consecutivo dopo quello dell’Olimpico, per un risultato che va sul due a zero. Mister Reja non sa a quale santo votarsi (strano perché a Roma e provincia…di santi ce n’è a bizzeffe) ma la sua squadra sembra stare in campo per forza ed il Palermo gestisce la gara come vuole, fino all’intervallo, dove la corsa negli spogliatoi vale un bicchiere di passito per tutti alla faccia di quelli di Scai che si bevono un improbabile the (…tiè noi tifiamo Palermo!!!).

La ripresa inizia con qualche schermaglia d’attacco della Lazio che s’infrange ben lontana dalla porta di Sirigu, che s’allonta per farsi intervistare su RadioRai….così accansiamo tempo per le interviste finali…. Tra batti e ribatti non accade granchè e la standing ovation per la sostituzione del “flaco” Pastore rischia di far crollare lo stadio.

Qualche fuorigioco errato, fanno poeticamente innervosire anche i tifosi rosanero che urlano al segnalinee di sventolare più spesso “ la mappina”…(What’s? Sarebbe il panno che coniugato con l’asta, nel gioco del calcio, viene indicato come bandierina!!!). Abel Hernandez già detto la Joya si trasforma in suggeritore e questa volta in gol ci va Nocerino che dribla perfino Galbusera e cioè Muslera. Tre a zero ed a questo punto tutti ci si chiede cosa siano venuti a fare i prodi (oggi Bersani) biancazzurri di sciarpe e bandiere vestiti…

Prima di finire l’incontro, Kolarov, incazzato dai continui dribbling e scivoloni di Zarate, tenta di colpirlo con una fucilata dal limite…Sbagliando mira, va a finire che la palla arriva in porta e l’arbitro annota il 3 a 1 finale…ma si chi se ne frega, tanto noi siamo tornati a volare !!! La partita adesso è finita e nella contentezza generale, l’unico incazzato è il presidente Lotito che naturalmente da la colpa della sconfitta è come al solito all’arbitro che, a suo modo di giudicare, doveva capire che alla Lazio questi 3 punti proprio servivano…Mah…Secondo voi c’è o ci fa?

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