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Amarcord "Tutto il calcio"

Qui Provenzali: "Palermo,
che grande squadra"


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alfredo provenzali, Catania, palermo, tutto il calcio, Sport
Tutto il calcio minuto per minuto compie cinquant'anni. Entrata a far parte dell'immaginario nazionale è diventata una sorta di romanzo popolare, di irrinunciabile rito collettivo in formato calcistico, la storica trasmissione radiofonica ha saputo resistere ai progressi della tecnologia, ed alla forza sempre più invasiva della televisione. Per milioni di italiani, che alle immagini ed all'alta definizione preferiscono ancora il fascino e la potenza espressiva delle parole, del racconto essenziale ma sempre emozionante, Tutto il calcio rimane un appuntamento da non mancare. Livesicilia ha sentito Alfredo Provenzali, oggi alla guida della trasmissione, voce inconfondibile della radio italiana ed erede degli indimenticabili Ameri, Martellini e Ciotti.

Provenzali, cosa è cambiato da quel lontano 1960 nel mondo del calcio e nel modo di raccontare lo sport nazionale?
"Direi proprio che nel calcio è cambiato praticamente tutto: dalla tecnica, alla tattica, all'organizzazione. Una  volta era possibile puntare l'orologio quando cominciavano le partite tutte in contemporanea. Adesso abbiamo "lo spezzatino", che secondo me allontana la gente dal calcio. Nulla o quasi è invece cambiato nel modo di raccontare il calcio e questo è forse uno dei motivi del nostro successo".

Siamo nell'epoca del digitale, della pay-tv, dell'alta definizione: nonostante tutto questo Tutto il calcio minuto per minuto continua ad aver un successo indiscutibile, con punte di venti milioni di radioascoltatori. Qual è il segreto della trasmissione?
"Sicuramente i nostri risultati sono paragonabili a quelli di trasmissioni televisive di successo, ma non abbiamo particolari segreti. La nostra forza è senza dubbio l'organizzazione, la squadra. Non esistono primedonne, ma un insieme di donne, uomini, tecnici che collaborano in maniera eccellente. E poi è ancora forte il senso di appartenenza nei confronti della trasmissione, non solo da parte di persone anziane, ma anche, con mia grandissima meraviglia, di tantissimi giovani".

La trasmissione ha anche introdotto espressioni, da "Clamoroso al Cibali" a "Solo risultato e minuto", che sono entrate a far parte del linguaggio comune...
"Segno che la trasmissione è stata, ed è tuttora, seguita con grande attenzione e soprattutto che è ascoltata da davvero tanta gente. Impossibile non ricordare, nel celebrare i 50 anni di Tutto il calcio, quello che hanno rappresentato per la trasmissione e per il racconto del calcio nel nostro Paese, voci come Enrico Ameri e Sandro Ciotti. Credo che quando si festeggeranno i cento anni della trasmissione, e sicuramente si arriverà anche a questo traguardo, i due nomi che verranno ricordati saranno proprio quelli di Ameri e Ciotti, due insostituibili e insuperabili, che hanno davvero fatto la storia delle radiocornache. Ma voglio ricordare anche Roberto Bortoluzzi che dallo studio centrale ha svolto un ruolo fondamentale".

Da grande conoscitore di calcio qual è, non possiamo non chiederle un giudizio sulle due squadre siciliane...
"Il Palermo è, secondo me, uno squadrone che deve dimostrare questo sul campo, con i risultati. Il Catania, pur essendo una realtà più piccola e nonostante i travagli del passato, è una squadra che mi suscita grande simpatia e sembra rinfrancata dal cambio in panchina. Nel complesso sono soddisfatto,  anzi contento delle due squadre siciliane".

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