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I consigli del dirigente rossonero su livesicilia

Braida: "Cavani, resta a Palermo"


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Ariedo Braida ed il Milan, passione e lavoro legati da un filo d’amore ben saldo. Braida fa parte dello stato maggiore rossonero, è il classico dirigente che tutti cercano, quel dirigente che rispecchia l’immagine della società, quel dirigente che ha anche giocato a calcio e che adesso è una pedina rilevante del calcio mercato operato dal club di Via Turati. Eppure Braida, quando fu giocatore, indossò anche la maglia rosanero, quel rosanero che domenica tingerà metà campo di San Siro.

Milan-Palermo è sempre una bella partita, ricca di interesse e gol. Ultimamente a San Siro è andata bene a noi, ma ricordo che quando il Palermo era guidato da Guidolin ci metteva sempre sotto e una volta portò a casa anche la vittoria. Per quanto riguarda la mia parentesi in Sicilia, posso solo dire che conservo un grande ricordo. A Palermo tutti sono bravi e affettuosi, ogni qualvolta che scendo sono sempre accolto bene, la gente siciliana è stupenda. Il Milan, seppur con qualche complessità, ha staccato il ticket per gli ottavi di Champions League, domenica però l’obiettivo è quello di vincere per inseguire il sogno scudetto.

L’Inter è ancora distante, ma noi ci crediamo. Nel campionato italiano tutto è possibile, la classifica è corta, e poi noi siamo il Milan. La nostra tradizione ci impone di vincere. La gara contro il Palermo è piuttosto difficile, Rossi ha cambiato marcia, i rosanero faranno sicuramente la loro partita, spero che giocatori come Miccoli, Liverani, Cavani non siano in forma, loro sono i pezzi da novanta e possono infastidire qualsiasi difesa. Noi però siamo carichi, questa qualificazione ci ha dato ancora più linfa e vogliamo chiudere prima della sosta con qualche punto ancora in meno dall’Inter”.

Braida parla anche dell’ex tecnico Walter Zenga: “Zamparini è fatto così, Zenga deve solo archiviare la parentesi palermitana è ripartire, troverà qualche altra squadra da allenare e un giorno sicuramente ce lo troveremo di fronte nel derby di Milano”. Braida è l’ideale volpone di mercato, che però non si sbottona quando gli si pronunciano alcuni nomi: “Kjaer? Grande giocatore, grande talento, ma non ci interessa”. Allora proviamo con il pressing per cercare di scardinare la sua arcigna difesa: “L’ho detto, non ci interessa, è vero che una volta andai a Verona per seguire Chievo-Palermo, ma non ero lì solo per Kjaer. Tra l’altro sembra che ci siano altri club sulle sue tracce, e poi Zamparini è uno furbo e bravo, non se lo farà scappare così facilmente”.

Un altro nome che in passato è stato accostato al club di Via Turati è quello di Edinson Cavani: “Anche lui ottimo giocatore, ma anche lui non rientra nei nostri piani di mercato. Vuole andare via? Sbaglia. Palermo è la piazza ideale per lui, deve ancora maturare sotto porta, fossi in lui resterei in Sicilia”. Braida conclude con un bell’augurio al Palermo: “Questa squadra mi fa simpatia, spero che al più presto possa tornare in Europa, e perché no, magari giocare in Champions”. Si, Braida, quella Champions che per pochi attimi fu rosanero per via della nota vicenda calciopoli, ma che poi sfuggì proprio perché rientrò il Milan…

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