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Il doppio ex: "Zenga resti dov'è"

Caserta, l'uomo che perdeva i derby


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caserta, Catania, palermo, Sport

Se vai a Catania e chiedi di Fabio Caserta, la risposta è secca e immediata: “Ma cchi’ u trarituri?”, con quella cantilena finale che va quasi ad evidenziare l’epiteto assegnato al centrocampista calabrese, il cui capo d’accusa è stato quello di aver percorso l’autostrada calcistica Catania-Palermo, e aver tradito quindi il popolo rossazzurro. In maglia rosanero non ha lasciato il segno, ma è subito entrato nel cuore dei tifosi palermitani per la sua schiettezza, per la sua caparbietà e per il suo attaccamento alla casacca. Fabio Caserta, a livesicilia, ricorda con piacere i momenti vissuti a Palermo: “Ho dei bei ricordi, sono stato bene. La gente con me si è ben comportata, e di questo ne vado fiero, perché dopo il mio trascorso a Catania, qualcuno aveva qualche remora nei miei confronti”. Parli di derby siciliano, e pensi a Caserta, non solo per il gol segnato quel maledetto due febbraio al Palermo, ma perché l’anno successivo a maglie invertite restituì il favore alla sua ex squadra, sommerso da un diluvio di fischi. “Si, ricordo tutte e due le reti, peccato perché in entrambi i casi sono stati gol inutili, visto che ho perso  sia con il Catania che con il Palermo. Il derby che comunque ricordo con più piacere è quello di due anni fa, vincemmo 1-0 al Barbera con un gran gol di Miccoli su punizione. Fu una bella soddisfazione”. Derby=Partita della vita: “Sono d’accordo, è vero, per ogni calciatore, giocare un derby è qualcosa di emozionante e indimenticabile, è una gara diversa, per le squadre, per i giocatori e soprattutto per i tifosi, i quali ti caricano e ti parlano già dieci giorni prima”. Caserta, mette Palermo-Catania ai raggi X: “E’ una gara difficile per entrambe le formazioni – sostiene il centrocampista dell’Atalanta – Palermo e Catania ultimamente non stanno vivendo un periodo positivo, è quella di domenica 22 è la partita adatta per rialzarsi”. Quindi una sorta di “mors tua vita mea”: “Si, chi perde, rischia di sgonfiarsi ulteriormente in vista del prosieguo del campionato, è una partita a doppio taglio”. Caserta è rimasto legato ad alcuni suoi ex compagni rosanero: “Mi sento spesso con Miccoli, Simplicio, Cavani, siamo rimasti amici, potrei tranquillamente dire che per loro spero vinca il Palermo, ma poi mi chiamerebbero da Catania (qui sorride Caserta, ndr) quindi potrei dire che finirà in pareggio, ma l’anno scorso pronosticai X e poi vinse il Catania quattro a zero, vi conviene che non mi chiedete come finirà”. Allora tagliamo subito il capitolo pronostico e infine chiediamo al buon Caserta cosa pensa di Zenga e di tutte quelle voci che lo vorrebbero già esonerato: “Posso solamente dare un consiglio a Zamparini, ossia di non esonerare assolutamente Zenga. E’ un grande tecnico, la squadra con lui gioca bene, e si è visto anche a Milano contro l’Inter nella ripresa. Il Palermo è vivo, pimpante, si vede la mano dell’allenatore. Se Zamparini lo esonerasse commetterebbe un grosso errore”.


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