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Le pagelle

Le pagelle di Palermo-Genoa


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PALERMO
Sirigu 6,5
Aspetta 42 minuti prima di essere impegnato, quando è chiamato a un doppio intervento su Palladino e Rossi. Nella ripresa ha il suo da fare e a cinque minuti dal 90’ salva il risultato su  un tiro velenoso di Crespo.

Bovo  6 Si piazza a sinistra e ogni tanto prova anche la percussione. Non è Blzaretti, ma la buona volontà va sempre apprezzata. Nella ripresa è più statico ma copre bene.

Cassani 6 Fa buona guardia sulla fascia destra ma non è il solito incursore. Una serata senza infamia e senza lode.

Kjaer 6 Dopo la sciagurata prova di San Siro torna il solito pilastro. Certo, non ritrovarsi tra i piedi Eto’o e Balotelli aiuta.

Migliaccio 6 Disciplinato in un ruolo nel quale comincia a prendere gusto. Se avesse venti centimetri in più, sarebbe proprio un centrale coi fiocchi.

Nocerino 6
Si dà da fare per convincere Zenga che il posto di titolare gli spetta. Grintoso ma poco preciso.

Bresciano 6 Un onesto primo tempo. Ci prova da lontano e impegna Scarpi. Nella ripresa cala e nel finale appare stremato.

Simplicio 6,5
Presidia il centrocampo, recupera palloni, serve a Miccoli una palla d’oro al 15’ che il capitano non butta dentro. Fa bene anche nella ripresa: quando la squadra sembra un po’ spaesata lui conserva la lucidità.

Pastore  5 Nel primo tempo sciorina il solito repertorio: tocchetti di fino e palloni tenuti tra i piedi sempre un secondo in più del dovuto. Quando capirà che la palla si passa quando si può e non quando non se ne può più, sarà un gran giorno per i rosa. Nella ripresa la musica non cambia e Zenga lo toglie dal campo per Hernandez.

Hernandez 6 Zenga lo piazza nel mezzo dell’attacco ma il talentuoso ragazzo uruguagio sembra soffrire la posizione che ne penalizza le caratteristiche. Con Budan in campo può fare meglio quello che sa. Ma non basta.

Cavani 5 Un primo tempo evanescente. Una ripresa indisponente. Per due volte pecca d’egoismo provando tiri improbabili quando ci sarebbero compagni da sevire. Zenga lo tira fuori e forse poteva pensarci prima.

Budan sv Si impegna nelo scampolo di partita che gioca, facendo bene il suo mestiere.

Miccoli 6 Il solito peperino. Sulla fascia sinistra fa impazzire la difesa genoana. E quando al palla passa dalle sue parti, è sempre un pericolo. Nel finale del primo tempo si guadagnerebbe pure un rigore, se solo Brighi se ne accorgesse. Nella ripresa si dà da fare, ma con meno smalto. Il suo peggiore avversario, però, è in giallo e tiene un fischietto in bocca.

Zenga 6 Schiera l’undici più ragionevole dopo l’esperimento da piccolo chimico della notte di San Siro. Fa bene a togliere Pastore, quando già il Barbera comincia a rumoreggiare a ogni tocco del Flaco. Forse aspetta troppo per mettere in campo Budan.

GENOA
Scarpi. 6,5 Se questo è il vice-Amelia, Gasperini può stare tranquillo. Il portiere ligure si segnala per due grandi interventi: uno al 15’ quando non abbocca alle finte di Miccoli lanciato a rete e uno nel finale del primo tempo quando devia in corner un velenoso tiro di Bresciano.

Biava. 6 L’ex rosa si ripresenta al Barbera sfoderando una prova ordinata. Chiude le incursioni centrali delle punte rosanero con puntualità e grande senso della posizione.

Moretti. 6 Sulle palle alte si fa rispettare, soffre un po’ gli inserimenti centrali dei centrocampisti palermitani ma si completa abbastanza bene con Biava.

Bocchetti. 5,5 Soffre un po’ quando Nocerino e Cassani si sovrappongono sulla corsia di competenza. Nel complesso gioca una gara sufficiente.

Papastathopoulos. 5,5 Non spinge come al suo solito perché si ritrova davanti un Simplicio in serata di grazia e bada più alla fase di contenimento che a quella di costruzione.

Milanetto. 6 A centrocampo è un unto di riferimento per i suoi ma non riesce a smarcare le punte come gli chiede Gasperini.

Rossi. 6 Il veterano rossoblu sfodera il solito cuore e la tradizionale qualità delle sue giocate ma non incide più di tanto nell’economia del gioco offensivo ligure. Si segnala per un destro neutralizzato da Sirigu.

Modesto. 6 Tra i quattro della linea di centrocampo ospite è quello che cerca di più l’uno contro uno. Soffre di solitudine e alla fine spreca energie preziose che finiscono per sterilizzare la manovra del Grifone.

Mesto. 6 Come i suoi compagni del tridente offensivo non mette mai paura alla retroguardia di Zenga. Risente dello scarso apporto del centrocampo che non offre palloni giocabili a sufficienza e viene annullato dalla difesa di casa.

Palacio sv

Floccari. 5 E’ la controfigura del cannoniere che lo scorso anno incantò la platea italiana. Kjaer lo fa sparire dal campo e per lui è una serata da dimenticare.

Crespo  6,5
Impegna Sirigu pochi minuti dopo l’ingresso in campo. Mette in ansia la difesa e costringe il portiere dei rosa all’intervento più difficile.

Palladino. 6 Dei tre attaccanti ospiti è l’unico che si segnala per vivacità e fantasia. Ma i suoi dribbling e il grande dinamismo palla al piede si infrangono spesso contro il muro rosanero.

Sculli s.v.

Gasperini 6 Mette in campo  una squadra col chiaro intento di strappare un punto e ci riesce. Nella ripresa cambia volto all’attacco con buoni risultati.

Arbitro Brighi 4 Fischia un po’ troppo per i gusti del Barbera ma a inizio gara vede bene la manina di Cavani. Al 40’ non concede un rigore su Miccoli e fischia un’inspiegabile punizione dal limite. Nella ripresa non vede un mani  in area del Genoa, nega due sacrosante punizioni a Miccoli e sembra  fare di tutto per provocare la reazione del capitano, che arriva, con conseguente cartellino giallo.

di Roberto Benigno e Salvo Toscano

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