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Walterino Sirigu: "Inter, stai attenta"


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di MARCO GULLA'
Tre anni fa quando difendeva ancora la porta della Primavera rosanero, il grande Jimmy Alberto Fontana, gli mise un soprannome: Walterino. Forse per il suo metro e novanta, forse per la folta chioma che tanto lo faceva assomigliare al portierone dell’Inter, forse perché il buon e vecchio Jimmy prevedeva  che proprio Walter Zenga gli avrebbe affidato le chiavi della porta del Palermo, preferendolo a Rubinho. “E’ un soprannome che mi piace molto (Walterino, ndr), quando mi chiamavano così ridevo, ma non mi sarei mai aspettato che un giorno sarei stato allenato da Zenga. Per me è un onore essere ai suoi ordini, è un tecnico che ti ispira fiducia e che sono sicuro darà tanto a questa squadra”. Sirigu, nato a Nuoro il 12 gennaio del 1987, ha già un buon curriculum, ha vestito la maglia della Cremonese, dell’Ancona e delle varie nazionali azzurre under 18, 19 e 21. Sasà, la maglia del Palermo se l’è meritata, e nonostante il sorpasso in curva ai danni di Rubinho, mette in risalto una delle sue qualità migliori, l’umiltà: “Non mi sento cambiato nè appagato: devo solo continuare a dimostrare il mio valore negli allenamenti e quando sarò chiamato in causa. Non è detto che sarò titolare fino alla fine del campionato – sostiene il portiere - bisogna sempre rimanere con i piedi per terra perchè i momenti difficili nella carriera di un giocatore ci sono sempre. Accanto a me ho un grande portiere che penso che alla lunga sarà fondamentale per questo Palermo”. Sirigu, che rientra prepotentemente nella classifica dei “belli” rosanero, ha un fisico statuario, un’eleganza non indifferente e due occhi azzurri che chissà quanti cuori avranno stregato, domani però, questi occhi avranno un altro compito, ossia quello di provare ad ipnotizzare giocatori dal calibro di Eto’o, Balotelli, Stankovic e chi più ne ha più ne metta: “Mi aspetto un’Inter competitiva nonostante le assenze. Sotto tutti i punti di vista è una squadra fortissima, è attualmente la squadra migliore del campionato”. Sirigu però lancia la sfida e crede nell’impresa di sbancare San Siro: “Dobbiamo crederci, andremo lì per fare una partita da Palermo, se partiamo con il presupposto di accontentarci, torniamo a casa con cinque gol, ce la metteremo tutta per fare bene”. Anche Walterino quindi segue la stessa corrente di pensiero di Walter, ossia “limiti zero”. “E’ la mentalità che dobbiamo sottoscrivere tutti – afferma Sirigu - non dobbiamo porci un obiettivo che non sia quello di fare il massimo e di dare tutto. Solo allora i risultati arriveranno”. Sasà è quindi pronto, è consapevole che domani sera per lui sarà un vero e proprio esame di maturità, le classiche gare in cui puoi diventare “grande”, e magari un giorno anche lui potrà affibbiare quel Walterino a qualcun altro…

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