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Zenga svela l'arcano

"Ecco perché sono Coach Z"


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Dopo la vittoria sull’Udinese, la terza consecutiva, che ha proiettato il Palermo in zona Champions League, Walter Zenga è intervenuto sulle pagine della Gazzetta dello Sport, in un’intervista a tutto tondo. Dalla felicità per il momento esaltante della sua squadra al prossimo impegno in casa della capolista, quell’Inter che gli evoca ricordi felici. Ribadisce la grande stima per Mourinho, ma anche per Ferrara e Leonardo, nonostante la diversa strada percorsa. Infine svela un piccolo mistero.
L’inizio è doverosamente dedicato allo stato di grazia che sta vivendo la squadra rosanero “E’ un momento felice, intenso, e voglio viverlo fino in fondo.” Giovedì si va in trasferta al Meazza per affrontare l’Inter e per Walter non può essere una sfida come le altre. Troppi ricordi, l’Inter è stata la sua vita per tantissimi anni “Lì ho vissuto 22 anni dei miei 49, per me è sempre una sfida particolare anche se da allenatore e da giocatore sono tornato già diverse volte.” Ma per il Palermo è una partita troppo importante per lasciarsi sopraffare dai ricordi “Guiderò il Palermo che sta cercando di costruire qualcosa di importante, che vuole andare in Champions, consapevole di affrontare una squadra fortissima.”
Il suo sogno nel cassetto mai nascosto è quello di poter guidare un giorno la squadra nerazzurra “L’ho sempre detto, è vero, aggiungendo però che per realizzarlo, quel sogno, avrei dovuto lavorare con grande impegno e determinazione.” Al timone dell’Inter però ora c’è Jose Mourinho: “Per me è il numero uno al mondo”.
Tre settimane fa Coach Z ha fatto un grande favore all’ Inter togliendo tre punti pesanti alla sua rivale più pericolosa, la Juve: “Il favore l’ho fatto a me stesso, ai tifosi ed a Zamparini. I nerazzurri non hanno bisogno delle mie cortesie”. Alla squadra di Mourinho mancherà uno dei suoi uomini fondamentali, l’olandese Wesley Sneider “Io penso alle mie cose, alle assenze di Bovo e Balzaretti. Mourinho, comunque, dovrà pensare anche a domenica ed alla trasferta di Kiev.”
Walter ha fatto tanto gavetta, andando fino in Serbia e Romania. Ad altri, come Ferrara e Leonardo, il calcio ha riservato una strada più semplice “Quello che ho fatto non lo cambierei con nessuno. Ho l’orgoglio di aver allenato squadre come Stella Rossa e Steaua Bucarest e di aver collezionato oltre 250 panchine ufficiali. Ma non sta scritto da nessuna parte che questa o altre strade siano sbagliate. L’effetto Guardiola lo inaugurò Capello al Milan. Spesso si va dietro alle mode, ma non credo che sulle scelte di Ferrara e Leonardo abbiano inciso le vittorie dell’allenatore spagnolo”.
Con l’ormai celebre dichiarazione di voler vincere lo scudetto stupì tutti, ma ha dato alla squadra un spinta vitale “E’ stata una frase che hanno capito in pochi, ma in realtà ho ottenuto il mio scopo, quello di fare parlare di Palermo e del Palermo, una realtà di cui si parla poco. Quando vinciamo, si dice che sono bravi gli altri.”
Ormai ha conquistato Zamparini. Il presidente rosanero vuole aprire un ciclo con lui “Il presidente è straordinario, ha l’entusiasmo di un ragazzino, è piacevole discutere con lui ed il confronto aiuta a crescere.” Una previsione, “L’anno prossimo sarò sulla panchina del Palermo.”
Nel Palermo ci sono giovani talenti che vanno cresciuti e Zenga crede in loro “Pastore è fortissimo. Ma fino a quando non capirà il calcio italiano lo sostituirò. Giovedì sarà in campo ma se regalerà molti palloni lo sostituirò. Mourino dice che con Balotelli usa il telecomando, io con Pastore devo usare il contapassaggi.”
Nell’Inter c’è Zanetti, che giovedì farà 476 presenze con la maglia nerazzurra, Walter vede un paragone con qualche giocatore del Palermo. Sarebbe facile pensare a Miccoli ma “Dico Balzaretti, Cassani, Migliaccio o Noverino, perché è un gruppo di giocatori che ci mettono tanto impegno”. Infine viene svelato un mistero, la provenienza del soprannome Coach Z, “E’ il titolo di un libro, Coach K, di un allenatore di basket americano. L’ho fatto mio. E poi Coach Z suona bene!”.

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