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Udinese battuta 1-0

Bene Palermo... ma che fatica
Si avvicina il sogno europeo


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, Sport
All’ultimo respiro Cesare Bovo vince una partita che il Palermo avrebbe meritato di perdere o di pareggiare con sofferenza. Buone notizie per l’ottima stella di Zenga. Il carattere e la fortuna, per ora, indossano la maglia rosanero. Per il gioco bisognerà ripassare. L’Udinese è rimasta, come spesso capita, vittima dei suoi errori. La squadra di Marino ama specchiarsi nelle sue rarefatte costruzioni e trascura sovente la sostanza delle cose. Inoltre, la tattica si è fatta prevedibile, il consueto ruminare di tocchetti e lanci trasversali, aspettando che un poverocristo si sganci sulla fascia. Una squadra meno farlocca e squinternata avrebbe portato via il bottino pieno dal “Barbera”. Marino dovrebbe dismettere i panni del presuntuoso mister prodigio e consegnarsi a un complessivo mea culpa e magari spiegare perché non riesca mai a fornire risorse umane ai suoi, azzeccando qualche cambio plausibile. Da una parte, Totò Sirigu è stato semplicemente bravissimo. Si è opposto a un paio di legnate ed è stato prodigioso quando, al tramonto dei novanta minuti, ha tolto dalla porta un colpo di testa di Floro Flores che pochi altri guardiani avrebbero saputo disinnescare. Miccoli ha latitato. Blasi, entrato al posto dello sfortunato Balzaretti, ha percorso il campo con tanto impegno e altrettanta imprecisione. Notazione di merito per il cuore generoso di Cavani e Migliaccio. Il primo si è sacrificato, turando le falle sulle fasce come poteva, anche se in attacco il suo contributo è stato opaco. Il secondo ha salvato un gol di Di Natale, nel primo tempo, a Sirigu battuto. Perfino Goian non ha demeritato. L’arbitro ha negato un rigore ai friulani (fallo di Migliaccio su Sanchez). Il primo tempo ha conosciuto qualche sussulto. La già citata azione di Di Natale e qualche altra fuga di Sanchez contenuto a stento da Cesarone nostro. Il Palermo – direbbe Pizzul – ha tenuto botta. Nel secondo tempo Coach Z è tornato alla difesa a quattro, arretrando Cassani. Una mossa saggia. L’Udinese ha pigiato il piede sull’acceleratore. Tanta quantità, altrettante sovrapposizioni sbadate. Tutto prevedibile e stancante come un film porno. Povero Marino. Totò Di Natale ci ha provato a spargere qualche briciola della sua magia. Non era giornata. E soprattutto è difficile inventare con costrutto, quando sei circondato da una truppaccia di vorrei ma non posso.L’Udinese si è posizionato nella metà del campo rosanaro, senza riuscire a trovare il gol, per merito di Sirigu e per colpa della sua sufficienza. Come se la rete fosse prossima per diritto divino e non andasse costruita con volontà rapace. A una manciata di minuti del termine, Bovo si è fatto largo come Bud Spencer in una rissa. Il cazzotto è arrivato a segno, scuotendo l’incrocio.Coach Z si è messo a saltare e a ballare. Marino ha fatto il faccino offeso. Niente di che offenderti Coach M. Stavolta, come altre volte, te la sei proprio cercata.

TABELLINO
PALERMO (3-4-1-2)
Sirigu; Migliaccio, Goian, Bovo; Cassani, Bresciano, Simplicio, Balzaretti (5’ Blasi); Pastore (57’ Budan), Miccoli, Cavani (80’ Succi).

UDINESE (4-3-3)
Handanovic; Basta, Zapata, Coda, Pasquale; Inler, D’Agostino (80’ Sammarco), Asamoah (87’ Corradi); Sanchez, Di Natale, Pepe (75’ Floro Flores).

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