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I rosa vicono al debutto: 2-1

Palermo, vedi il Napoli
e poi muori (di felicità)


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PALERMO: Rubino, Cassani, Bovo, Kjaer, Balzaretti; Bresciano, Noverino; Simplico (15’ st Bertolo), Pastore (31’ st Tedesco), Cavani; Miccoli (39’ st Budan). (In panchina: Sirigu, Goian, Succi, Morganella). All. Zenga
NAPOLI:  De Sanctis, Campagnaro, Cannavaro, Contini; Maggio (34’ st Denis), Gargano, Bogliacino (37’ st Cigarini), Hamsik, Datolo (16’ Zuniga); Lavezzi, Quagliarella. (In panchina: Iezzo, Aronica, Hoffer, Santacroce). All. Donadoni
Arbitro: Rosetti
Reti: 43’ Cavani; 27’ st Hamsik; 30’ st Miccoli (Rig)

Il tanfo da cassonetto colmo che soffoca la città non si sente alla Favorita. Qui si respira profumo di sogni. Quelli che mister Zenga chiede ai suoi tifosi di cullare. Il suo Palermo, brutto, sporco e cattivo, gli regala i primi tre punti con la forza della determinazione, che ha il volto dell’infaticabile Edinson Cavani.
Il Napoli è venuto al Barbera a giocare un calcio migliore dei rosa, ma torna sotto il Vesuvio a mani vuote. I rosa hanno mostrato di soffrire l’assenza di un cervello pensante in mezzo al campo, ma soprattutto nella ripresa hanno saputo tirare fuori la grinta e la concretezza con le quali questa squadra da anni castiga gli avversari tra le mura amiche.
L’allenatore con la Z sul petto propone lo schema con i tre trequartisti, affidando il centrocampo a Nocerino e Bresciano, con Miccoli più avanti degli altri. Donadoni risponde col rodato 3-5-2, affidandosi alla coppia Quagliarella-Lavezzi, incaricati di impensierire l’orante Rubino, che entra in campo come il Cristo sul Corcovado.
Il primo tiro in porta lo scocca Miccoli al settimo, senza impensierire troppo De Sanctis. Risponde per i partenopei Quagliarella con un diagonale deviato in corner dalla difesa rosa al 10’. Brividi sul prosieguo del tiro d’angolo con un pallone vagante nell’area piccola dei rosa. Subito dopo Bogliacino, preferito a Cigarini, si guadagna il primo giallo del match per un’entrata pesante sulla tre quarti rosa. Al 15’ giocata sudamericana con Pastore che dalla sinistra cerca con un bel cross Cavani. L’uruguagio trova il pallone con una bella girata ma la palla finisce sopra la porta di De Sanctis.
Il Napoli sfrutta meglio le fasce, i rosa lavorano sulle ripartenze. Bresciano nei panni di Liverani appare spaesato e allora Zenga fa arretrare Simplicio. Ma gli azzurri continuano a tenere il pallino del gioco. E al 23’ segnano pure, con Hamsik che incorna su un tiro piazzato calciato dalla sinistra, ma Rosetti annulla per un millimetrico fuorigioco. Al 26’ Kjaer stende Lavezzi lanciato in progressione e si becca il primo giallo della stagione.
Il campo è del Napoli, gli azzurri fanno girare palla e non incontrano pressing. Miccoli, non è un segreto, è alto poco più del bambino che lo teneva per mano all’ingresso del campo e cercarlo con improbabili cross dalla tre quarti non sembra una buona idea. Al 32’ Rubinho ci mette la manona sulla testa di Campanaro e il palo alla sua destra gli dà una mano. Il palo di sinistra, non volendo essere da meno, nega il gol a Maggio un minuto dopo. Il Palermo è in apnea. Al 36’ i rosa si fanno vedere nell’area del Napoli, dove il buon Pastore casca a terra dopo un contatto dubbio, ma Rosetti non si intenerisce e fa segno di proseguire. L’arbitro più belloccio d’Italia mostra i denti invece con Cavani, che protesta per un fallo fischiatogli contro, incassando un giallo al 43’. L’uruguaiano non ha il tempo di arrabbiarsi perché un minuto dopo Maggio si imbambola a due metri dalla sua porta, Edinson alle sue spalle è lesto a intrufolarsi raggelando De Sanctis e i caldissimi (e numerosi) tifosi del Napoli con il gol dell’insperato vantaggio rosa. Barbera, gremito, in tripudio, e si va negli spogliatoi.
Al rientro in campo, Hamsik si ritrova a tu per tu con Rubino ma manda fuori. La musica è la stessa del primo tempo: il Napoli tiene palla, attacca, mete pressione, mentre i rosa si mostrano approssimativi e poco, pochissimo lucidi, orfani delle geometrie di Liverani. Cavani si sacrifica con la consueta generosità da libro Cuore, Pastore diletta il Barbera con qualche tocco, ma il gioco latita. Simplicio lascia posto a Bertolo, Datolo esce per Zuniga. Al 18’ Balzaretti prova a decapitare Cannavaro con una bordata da fuori area, ma il fratellino del capitano della nazionale mantiene la testa sul collo malgrado il siluro.
Al 27’ il Napoli agguanta il meritato pareggio con una fucilata da fuori area di Hamsik che entra anche grazie al mezzo pasticcio di Rubinho, castigato sul suo palo. Donadoni non ha il tempo di festeggiare perché il solito Cavani, il migliore dei rosa, un minuto dopo si incunea sulla destra nell’ara di rigore partenopea costringendo Zuniga al fallo. Rosetti indica il dischetto, Miccoli trasforma e il Barbera impazzisce di gioia.
Tocca al cambio dal sapore cinofilo Pastore-Tedesco quando è già cominciato l’ultimo quarto d’ora. Donadoni si affida a Denis che rileva Maggio. Al 36’ Rubino si distende e dice no a un Quagliarella incisivo al Barbera quanto Luca Badoer a Valencia. C’è ancora il tempo per vedere Rubino cacciar farfalle in area, ma senza conseguenze per la sua porta, e Budan tornare a sgambettare sul prato della Favorita. All’89’ Cavani potrebbe chiudere il match ma, servito da Bresciano in contropiede, si divora un gol fatto tanto per non perdere le vecchie abitudini. Certo, dopo una partita come quella che ha giocato, c’è poco da rimproverargli.
Finisce nel tripudio della Favorita. Per il bel gioco ci sarà tempo, intanto la festa è tutta per i ragazzi dell’Uomo ragno, che già ala prima giornata guardano dall’alto i campioni d’Italia.

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