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Presentato ufficialmente il neotecnico rosanero

E venne il giorno di Walter Zenga
"A Palermo per vincere lo scudetto"


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Se fossimo seduti al cinema staremmo assistendo alla sigla della 20th Century Fox: quello storico rullo di tamburi, accompagnato da fiati e archi, che annuncia l'inizio di qualcosa di spettacolare. E' questa, infatti, la sensazione che si respira all'hotel "La' di Moret" di Udine dove Walter Zenga, a poco più di un mese dalla firma del contratto che lo lega al Palermo per due anni, si presenta ufficialmente ai tifosi rosanero.
Le prime parole dell'uomo ragno sono destinate a chiarire i motivi di questa scelta, certamente audace, di passare dal Catania al Palermo: "Sapevo già da aprile che non sarei rimasto a Catania - dichiara -. Ho scelto Palermo perchè nessuno se lo sarebbe aspettato, ma nella vita non si deve mai dire mai. È una piazza importante, c’è un ottimo gruppo di giocatori. Voglio puntare in alto e il Palermo mi dà questa possibilità".

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Al di là della retorica iniziale, comunque, il tecnico milanese spiazza subito la platea sparando i suoi personalissimi fuochi d'artificio e annunciando quelli che sarebbero gli obiettivi stagionali alla portata dei rosanero: "Mi sono sempre chiesto - dice Zenga - come mai questa società nelle ultime due stagioni non abbia conquistato un posto per le coppe europee. Più che puntare alla Champions io voglio vincere il campionato e i miei giocatori saranno mentalizzati per puntare a questo obiettivo".
Uomo dal carattere forte (il giornalista Enrico Varriale ne sa qualcosa) Zenga quindi scaccia i fantasmi di una possibile e tanto temuta acredine col vulcanico Zamparini. "Sono sicuro che tra me e il presidente non ci saranno mai problemi. Magari ci saranno delle frizioni, ma il nostro rapporto sarà spettacolare".
Sul suo rapporto con la squadra, invece, il mister racconta di aver "trovato dei ragazzi carichi ed entusiasti", una condizione che comunque non gli evita un ulteriore incitamento ai suoi uomini: "Voglio questi calciatori pronti a strabiliare e a lasciare un grande segno. Vorrò sempre e comunque la massima determinazione e la dovuta rabbia agonistica. I giocatori devono sempre dare il massimo, voglio che lottino anche al 90’ con la vittoria già in cassaforte".
Ma che Palermo sarà quello targato Walter Zenga? L'ex portiere della nazionale su questo è chiaro: "Io non ho un modulo al quale mi lego in maniera particolare - afferma - perché se venisse a mancare qualche giocatore poi improvvisare e la cosa non mi piace". Inevitabile a questo punto non pensare all'assenza del capitano Liverani, costretto ad uno stop di almeno altri quattro mesi. "A Fabio ho chiesto di venire con noi per star vicino alla squadra - dice Zenga -. Da un particolare punto di vista la sua mancanza è una cosa buona, perché gli altri saranno responsabilizzati. La conferma di tutti i giocatori è fondamentale. Se faremo qualche operazione sarà solo per rinforzare la squadra. Voglio valutare alcuni calciatori in ritiro e poi possiamo prendere le decisioni più consone possibili. Con la massima serietà ed oculatezza durante il ritiro programmeremo eventuali interventi sul mercato. Il Palermo vuole crescere e migliorare quindi potranno esserci degli innesti importanti".
A quanti sostengono poi una particolare incompatibilità tra lui e alcune pedine importanti come Edison Cavani, Zenga risponde: "Vorrei averne quindici come lui. Con me sicuramente giocherà e lo farà benissimo".
Altro capitolo importante della lunga conferenza stampa di presentazione del neotecnico rosanero è  quello relativo al giovani. L'uomo ragno, infatti, pare credere molto in quello che lui definisce un vero e proprio "progetto": "Mazzotta si aggregherà alla prima squadra - afferma - Hernandez e Mchedlidze resteranno. Pergolizzi ha fatto grandi cose con la Primavera ed è importante guardare al settore giovanile, così da non spendere troppi soldi comprando giocatori dall’estero".
Sui nomi accostati nei giorni scorsi al club di viale Del Fante, Pastore e Paletta su tutti, Zenga preferisce non pronunciarsi: "Noi in questo momento parliamo solo di Nicolas Bertolo che è già un nostro calciatore. Può giocare sia a destra che a sinistra, ha grandi capacità tecniche e sa anche coprire gli spazi. Crediamo molto in lui anche se viene dall’Argentina e dovrà ambientarsi. Per quanto riguarda gli altri, io valuterò un calciatore solo quando saprò di poter averlo a disposizione".

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