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IL COMMENTO

Inizia l'era Zampa-Zenga
A Palermo ora i "vulcani" sono due


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La svolta è arrivata in pieno stile Zamparini. Un vero e proprio blitz che ha bruciato la concorrenza della Lazio di Lotito a cui negli ultimi tempi era stato accostato il nome di Walter Zenga come successore di Delio Rossi. Invece è arrivato prima lui, il patron rosanero che, dopo la rottura con Ballardini di sabato scorso, ha convocato l'”Uomo Ragno” che ci ha messo meno di un'ora a convincersi e a innamorarsi del progetto rosanero. A Palermo comincia l'era Zampa-Zenga. L'ex portierone dell'Inter e della Nazionale, che tanto bene ha fatto sulla panchina del Catania, ha firmato un contratto che lo legherà al club di viale del Fante per i prossimi tre anni. Il progetto Palermo riparte da qui. Da un allenatore che ha fatto del carattere e dell'estrema concretezza le sue principali doti, da un personaggio dalla spiccata personalità, a volte fin troppo eccessiva, che lascia già presagire un anno ricco di “piccanti” siparietti tra tecnico e presidente rosanero. Una sfida nella sfida, tanto per non annoiarsi troppo. Dopo aver salvato con largo anticipo un Catania sulla cui salvezza pochissimi avrebbero scommesso, sulle qualità tecniche di Zenga non ci sono dubbi; non si può affermare con altrettanta certezza che in viale del Fante nei prossimi tre anni ci sarà sempre il sereno. Il ragazzo dal cuore nerazzurro sa benissimo di essersi legato a un presidente “vulcanico” e che, come lui, non le manda certo a dire. Ma siamo convinti che l'ex tecnico del Catania abbia già messo in conto certi interventi a gamba tesa del patron che sono alla base del divorzio con Ballardini. Dalla sua Walterone ha le spalle larghe e quella verve dialettica che è mancata al suo predecessore per resistere alle “incursioni” zampariniane. Armi a doppio taglio che potrebbero riservare gioie e dolori alla tifoseria rosanero che oggi appare spaccata in due. Sui muri dei tifosi appaiono già commenti contrastanti sulla nuova guida tecnica del Palermo. Da un lato c'è chi è affascinato dal personaggio Zenga, dall'altro chi non ha ancora mandato giù quel 4-0 a domicilio nell'ultimo derby Palermo-Catania condito da dichiarazioni post-partita di Zenga che non erano proprio ispirate ai principi di de Coubertin. Il nuovo tecnico rosanero dovrà proprio cominciare da qui, dal recupero di consensi in quella fetta di tifoseria e di città che lo inquadra ancora come “quello del 4-0”. Un inizio in salita per uno specialista in imprese difficili. Comunque vada, sarà il campo a dire la verità. Al momento la certezza è che Zamparini si diverta a giocare d'azzardo incardinando un nuovo ciclo e il suo progetto triennale su fondamenta dall'alto rischio sismico. Auguri e buon lavoro. A tutti e due.

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