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Il personaggio nerazzurro

MaraDoni campioncino di provincia


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Atalanta, calcio, campionato, cristiano doni, palermo, serie a, Sport
È un piacere sfidare calciatori come Cristiano Doni. Il Palermo potrà farlo anche nel corso del prossimo campionato, visto che il fantasista dell’Atalanta – nonostante siano rintoccate per lui le campane dei 36 anni – ha un contratto con il club bergamasco fino al 2010. Doni è uno dei pochi giocatori che, pur immerso nel calcio moderno, non si è lasciato travolgere da esso. Un esempio per i calciatori più giovani. Non un monumento vincente come Paolo Maldini, che sta per salutare, ma un campioncino di provincia, miglior marcatore di sempre del proprio club, che ha saputo morire e rinascere più volte. È riemerso dalla fallimentare esperienza ai Mondiali 2002 – quelli dell’acqua santa e del Trap – dall’anonimo passaggio nella Liga Spagnola, da un’accusa di calcioscommesse dalla quale è stato assolto, uscito a testa alta, come ricorda tutte le volte che segna un gol e si solleva il mento con una mano.
Solo con la formazione bergamasca è riuscito davvero Doni è riuscito a esprimere il proprio talento. A Bergamo lo chiamano anche MaraDoni. Irriverenti, certo. Ma il fantasista romano (nato da genitori liguri) nel 2000 ha trascinato la Dea, allora allenata da Vavassori, in serie A, ha sempre fatto la differenza, si è fatto amare come nessuno dalla curva nerazzurra, che l’ha riaccolto anche in quello che sembrava l’autunno della sua stagione, dopo le esperienze in blucerchiato e al Maiorca. Niente a che vedere con i mugugni che fin da adesso stanno riaccompagnando Cannavaro alla Juve. La gente di Bergamo non ha mai dimenticato Doni, ricambiata alla perfezione. Non a parole, ma in campo. La gente di Bergamo ha goduto e gode della sua tecnica, dei suoi assist, delle sue punizioni, di una certa continuità. Doni si è rimesso in gioco anche negli schemi di Del Neri, ha esaltato le doti realizzative di Floccari che, infortunato, l’ha lasciato “orfano” in queste ultime giornate.
È in casa di questo campioncino della periferia dell’impero calcistico che i rosanero cercano l’ennesimo slancio verso il futuro e una vittoria in trasferta che faciliterebbe tutto. Il capitano dei nerazzurri sarà il primo pericolo e l’ultimo ad arrendersi se i rosanero riusciranno a imporre il loro ritmo. La difesa di Ballardini è avvisata…

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