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Alessandro Amato su "Il Palermo":
Coppa Italia, quanto sei bella...


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L’Olimpico pieno, la partita trasmessa in diretta su Rai 1 con quasi sette milioni di telespettatori. Il presidente della Repubblica in tribuna. E poi: il lasciapassare per la prossima Europe league e alcuni milioni di euro nelle casse dei vincitori. In sintesi: ecco quanto è bella la Coppa Italia. Lo pensavo mercoledì, guardando Lazio-Sampdoria. I biancocelesti in festa, i doriani rammaricati, i romanisti a rosicare per il successo dei cugini, i genoani a godere per la sconfitta dei blucerchiati. Quante persone coinvolte… E noi? Guardavamo in tv e riflettevamo (almeno io) sulle esternazioni di Zamparini ("L'Uefa è come vincere una banana alla Lotteria").

Pur riconoscendo leciti il pensiero e i comportamenti del presidente, e ritenendo quasi inutile sottolineare i suoi meriti nel rilancio del calcio rosanero, mi pare che la teoria espressa da Zamparini sia paradossale, forse sbagliata, tendenzialmente fantasiosa, certamente non realistica. La Coppa Italia e la Coppa Uefa danno visibilità, aumentano l’esperienza dei giocatori, portano soldi e emozioni. I fatti di mercoledì lo dimostrano.

Credo che lo sappia bene anche Zamparini. Snobbare e denigrare le “coppette” probabilmente è la strategia che gli serve per chiarire che non è necessario un organico numericamente e qualitativamente adeguato ad affrontare due o tre manifestazioni. E infatti, se non sei attrezzato, finisci eliminato dal Mladà Boleslav, come è accaduto nell’ultima esperienza europea dei rosa.

Eppure, il Palermo - che non compete per scudetto o qualificazione Champions -  dovrebbe tarare gli obiettivi in modo più attento. Le Coppe potrebbero essere perfette per crescere. Invece, Zamparini ogni estate rilancia: puntiamo alla Champions. Ma dimentica che un proclama va seguito dai fatti.

Insomma, la Lazio festeggia, la Roma rosica, la Samp si rammarica, il Genoa gode, mentre noi inseguiamo la Champions. Poi Mladà Boleslav e Ravenna ci danno la paga. E così le coppe diventano una buccia di banana. Sulla quale il primo a scivolare, mi pare, è proprio Zamparini.

Alessandro Amato

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