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Al Renzo Barbera arriva il Cagliari

Palermo, o si fa l'Europa o...


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La domenica che arriva serve a cancellare la domenica che è stata: pessima per la prestazione del Palermo e per quella dell’arbitro Rizzoli, che hanno contribuito al 3-0 del Milan rispettivamente con mollezza sulle gambe e decisioni inconcepibili su rigori più che generosi. La domenica che arriva è un belvedere con vista sull’Europa, che Palermo e Cagliari si contendono. Chi perde rischia di restare tagliato fuori e, fra le due squadre, quella che ha qualcosa in più da perdere è quella rosanero, che ha investimenti, ambizioni e qualità tecniche certamente maggiori. All’andata i rosanero non meritavano di perdere e furono puniti da una rete in nettissimo fuorigioco di Fini. Adesso ci riproveranno.
Il Cagliari è un Palermo allo specchio, è l’opportunità che hanno i rosanero di restare pienamente in corsa per l’Europa. Il medesimo discorso vale per i sardi di Allegri, che alla lunga si è avvalso dell’eredità del predecessore, come minimo per quanto riguarda l’atteggiamento tattico. Al Barbera i padroni di casa avranno ancora più spinta del solito dagli spalti (l’operazione “un posto in curva a 5 euro”), ma qualche problema d’assestamento in difesa. Le certezze si chiamano Cassani e Balzaretti, il sospiro di sollievo è che Amelia – uscito contro il Milan per un live infortunio – sarà al suo posto, ma l’inedita coppia di centrali, composta da Kjær e Savini è tutta da verificare. Il danesino ha dimostrato, ma vuole continuare a dimostrare, Savini vuole ritagliarsi una conferma per il futuro. Finora l’ex “epurato” del Napoli ha giocato dignitosi spezzoni di partita, adesso è chiamato in causa per un incontro che probabilmente vale più di tutti quelli che lo hanno preceduto. A centrocampo Ballardini potrà contare su Nocerino, ristabilitosi, ma non su Bresciano. In avanti servono l’estro, i colpi e i gol migliori da parte di Simplicio, Miccoli e Cavani. Soprattutto dal brasiliano, come dal pugliese (e in mezzo al campo da Liverani), è lecito attendersi un salto di qualità rispetto all’ultima uscita: a San Siro i leader del Palermo sono mancati all’appello e la pessima direzione di gara ha fatto il resto.
I sardi sono avversari temibili perché, con il bel gioco, si sono tirati fuori in fretta dalle sabbie mobili della salvezza. Gli uomini di Allegri garantiscono una manovra veloce e di notevole spettacolarità. E giocano sulle ali dell’entusiasmo e di certezze ormai ritenute incrollabili. Il portiere Marchetti è una di queste: lodatissimo dalla critica, quasi “incoronato” erede di Buffon, ha qualità certamente superiori alla media. Davanti a lui Bianco e Canini assicurano una cerniera difensiva granitica e attente come poche, oltre che ben collaudata. Chissà che non sia proprio Canini, trascurato dalle voci di mercato, l’ipotesi più praticabile per la sostituzione di Carrozzieri nell’immediato futuro. Già in passato il Palermo era stato vicinissimo all’ex nazionale Under 21. In mezzo al campo, se in giornata, Daniele Conti può spadroneggiare: Migliaccio e Nocerino saranno chiamati a limitare il raggio d’azione di un figlio d’arte che negli ultimi anni ha fatto progressi enormi ed è fra i centrocampisti più completi in circolazione. Fuori causa per infortunio il fantasista Cossu, comunque, Allegri non ha di che lamentarsi. Per la sostituzione può contare su Lazzari o Jeda, con il primo favorito sull’ex brasiliano sulla trequarti. E in attacco Matri e Acquafresca sono proprio le “grane” annunciate per la difesa del Palermo che è tutta da scoprire o, meglio, nel suo cuore.

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