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Il personaggio rossoblu

Acquafresca sfida il "maestro" Ballardini


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La punta del Cagliari Robert Acquafresca

La punta del Cagliari Robert Acquafresca



Roby Baggio e Ronaldo, quello brasiliano. Solo poco tempo fa erano gli idoli giovanili di Robert Acquafresca, detto Bobo in famiglia e nello spogliatoio. Adesso è lui uno dei protagonisti sui campi di serie A, uno di quelli che possono sbarrare la strada ai rosanero. Acquafresca sfida il “maestro” Ballardini, a cui non spiacerebbe affatto averlo al Palermo, dopo averlo fatto esplodere – sotto le sue cure – nel Cagliari. Inizialmente Ballardini non “vedeva” molto Acquafresca, preferendogli addirittura l’argentino Larrivey, la “meteora” che Cellino ha rispedito in prestito in Argentina lo scorso febbraio. Quando però il bomber cresciuto nel settore giovanile del Torino ha iniziato a macinare gioco e reti anche Ballardini gli ha spalancate le porte dello schieramento titolare. E sappiamo come è andata a finire. Sta bissando l’esperienza in Sardegna, prima di spiccare il volo, magari all’Inter, proprietaria del suo cartellino, con Mourinho che ha dimostrato – a parole – di stimarlo. Non sono trascorsi nemmeno quattro anni da quando Arrigoni – convinto dalle reti di quel ragazzo della Primavera – lo fece aggregare alla prima squadra del Torino, nel bel mezzo di un attacco che contava Quagliarella, Maniero e Marazzina. Dopo il fallimento del club granata su Acquafresca si precipitò Piero Ausilio, dirigente del settore giovanile dell’Inter. E da allora è stato un crescendo, perché ha fatto bene ovunque ha giocato, sia al Treviso che al Cagliari. In rossoblù, nella scorsa stagione, si è sbloccato in primavera, il primo gol arrivò il 5 marzo, a fine stagione sarebbero stati 10 in 32 apparizioni.
Veloce, destro naturale, ma ambidestro, sta completando la definitiva maturazione atletica. È migliorato nel colpo di testa e nella resistenza ai contrasti ruvidi, merito anche della sua generosità, del senso innato dell’anticipo e della bravura nel sapere leggere le azioni. Un mix riuscito tra Pino, il padre pugliese emigrato al nord, ed Ewa, la mamma polacca che lavora all’Onu e scappò da Varsavia ai tempi del generale Jaruzelski. Nel 2008 Dariusz Dziekanowski, assistente del c.t. della Polonia, Leo Beenhakker, gli aveva offerto la convocazione per gli Europei di Austria e Svizzera. Lui ci ha pensato su, poi ha continuato con Olimpica e Under 21, sognando la nazionale maggiore.

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