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A San Siro finisce 2-2

L'Inter dura un tempo
Succi è l'uomo di Pasqua


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calcio, campionato, inter, palermo, serie a, Sport
I fischi finali del Meazza sono per l’Inter, che non riesce a portare a casa una vittoria che sembrava “blindata” dopo il 2-0 del primo tempo. Il Palermo rimonta da grande squadra, inizialmente irriconoscibile, alla distanza super, nonostante gli infortuni di Liverani e Nocerino e grazie ai gol di Cavani, al tredicesimo centro stagionale (dodici in campionato e uno in Coppa Italia), e a quello determinante di Succi. Grandissima la reazione della formazione di Ballardini, che ha fatto la gara quando forse nessuno se l’aspettava. Adesso l’Europa resta un traguardo d’attualità, anche se occorrerà dare continuità a questa prova di carattere già a partire da domenica, allo stadio Barbera contro il pericolante Bologna.
L’avvio di gara dei rosanero fa ben sperare. Ballardini sceglie Kjær al posto di Bovo (che entrerà nel primo tempo al posto di LIverani, dolorante al tendine di Achille) e ritrova Balzaretti sulla fascia sinistra di difesa; a centrocampo preferisce Migliaccio a Bresciano. L’illusione dura poco più di dieci minuti. L’illusione è il Palermo che tiene bene il campo. Poi il primo tempo si colora esclusivamente di nerazzurro, gli ospiti hanno più le fattezze dei fantasmi. Nella prima metà di partita gli uomini di Ballardini non inquadrano mai la porta dell’Inter, difesa da Toldo, vista l’indisponibilità di Julio Cesar; l’altro assente eccellente, fra i nerazzurri, è Maicon, sostituito a destra dal baby fenomeno Santon, con Maxwell rispolverato a sinistra per l’occasione. Ai rosa manca l’ardore, gli avversari pressano sempre e quasi non fanno toccare palla ai siciliani. Dopo un quarto d’ora la squadra di Mourinho va in vantaggio con Balotelli, che di testa anticipa Carrozzieri su cross di Muntari. Ancora Balotelli, subito dopo, potrebbe raddoppiare, ma Amelia gli chiude lo specchio e il nazionale Under 21 calcia alto. E ancora il portiere è bravo a respingere una bordata di Ibrahimovic. Al 35 uno scontro Muntari-Migliaccio nell’area rosanero potrebbe valere il rigore per la capolista, ma l’arbitro Russo non concede il rigore. Il penalty arriva poco dopo, quando Ibra viene atterrato da Kjær, anche se in precedenza lo svedese aveva commesso il fallo sul talento danese. Il numero 8 dell’Inter, dagli undici metri, realizza il 2-0: Amelia si dispera, perché ha solo sfiorato la gran botta.
Nel secondo tempo, dopo due minuti, arriva un segnale positivo del Palermo: un gran tiro dal vertice dell’area deviato da Toldo. È il piccolo pugliese, che ha ereditato la fascia da Liverani, a scuotere i suoi. Poco dopo Balzaretti crossa in area per Carrozzieri, anticipato dal portiere nerazzurro. Quella ospite è un’altra squadra, ha altri ritmi. Ballardini ha inserito Bresciano al posto di Migliaccio e l’australiano dà il suo contributo. L’Inter è come raggomitolata su se stessa, s’impigrisce, Ibrahimovic e Balotelli non ne azzeccano quasi più una. E Il Palermo decolla, torna in partita e cerca di far male. Nocerino s’infortuna, chiede il cambio e Ballardini lo rimpiazza con Succi: nel tridente offensivo l’ex del Ravenna è il terminale più avanzato con Cavani e Miccoli alle sue spalle, a cucire la manovra tra centrocampo e attacco. In meno di dieci minuti il potenziale offensivo del Palermo si scaraventa dalle parti di Toldo. Il vecchio campione fa i conti con i brividi, al 22’, per un missile di Bresciano al volo; passano un paio di minuti e il Matador Cavani sfonda centralmente e calcia non appena ha la possibilità di farlo: il riflesso e la paratissima di Toldo fanno capire quanto l’Inter faccia bene ad avere un portiere del genere dietro Julio Cesar. Toldo, però, non può nulla – anzi ha qualche responsabilità – quando Cassani serve Cavani e l’uruguayano, incuneatosi bene in area, fredda l’ex nazionale sul primo palo. C’è elettricità nell’aria, a San Siro, e il merito è del Palermo che ha riaccesso il match. Trascorrono un paio di minuti e Succi fa le prove generali per il pareggio, mancando l’impatto di testa davanti alla porta. Poi un lungo traversone di Bresciano è agganciato da Miccoli che ci crede e mette il pallone nel mezzo: Succi sigla il 2-2, si toglie la maglia di gioco, esulta per quella che è la sua rete più importante di sempre, in un tempio del calcio mondiale, al cospetto della squadra che probabilmente vincerà il quarto scudetto consecutivo. L’Inter soffre, i rosanero sono più reattivi. Mourinho inserisce Figo e Crespo, al posto di Muntari e Maxwell e fino alla fine l’incontro è vivo. Non ci sono occasioni da spellarsi le mani, ma continui capovolgimenti. L’eccezione è l’ultimo blitz di Miccoli, leader vero, che nel finale danza fra quattro avversari al limite dell’area dell’Inter e calcia non inquadrando la porta per poco. Si ricomincia dal secondo tempo del Meazza. Da qui riparte la corsa all’Europa

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