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Dopo Chievo-Palermo

Il ds Sabatini: "Viviamo
una primavera da protagonisti"


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Il day-after della sconfitta col Chievo parlano i dirigenti. Walter Sabatini parla della "paura di volare" in alto dei rosa ma sottolinea come sia ingeneroso prendersela con Ballardini. Il ds del Palermo ha però le idee chiare per il futuro: "Dobbiamo vivere una primavera da protagonisti, e non da assonnati, da 'peones'"

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"Dopo aver rivisto la partita l'atteggiamento del Chievo lo ritengo del tutto ininfluente. Fatto salvo la loro buona gara, il risultato è dipeso da una prestazione al di sotto delle nostre possibilità e potenzialità, non c'è discussione su questo". Il direttore sportivo del Palermo Walter Sabatini spiega così a Mediagol.it la sconfitta di ieri al "Bentegodi" contro il Chievo al termine di una prova piuttosto opaca.

"Sembrava una squadra che aveva paura di volare, c'era un gravame psicologico per un'eventuale qualificazione europea, spero che non ci sia questa lacuna - ha continuato - Spero solo che sia stata sola una partita giocata male e che ci riscatteremo nelle prossime giornate. Altrimenti ci sarebbe da preoccuparsi". Sabatini si sofferma poi sulle critiche rivolte al tecnico Ballardini: "Mi sembra ingeneroso criticare il nostro tecnico o dire che la panchina non permette soluzioni, questo non si deve legittimare in nessuna maniera. Penso che Ballardini dopo il match perso contro il Chievo, a prescindere dalle dichiarazioni di Zamparini che riguardano secondo me esclusivamente un approccio negativo alla gara, debba riflettere ma dobbiamo farlo tutti: allenatore, presidente, squadra. Dobbiamo riflettere riguardo a chi vogliamo essere, se ci accontentiamo cosi', considerando che oggi abbiamo 42 punti e alla fine magari ne faremo 50, ma sarebbe la premessa per un futuro in chiaroscuro".

Sabatini e' comunque fiducioso sulla conclusione del campionato del Palermo: "Dobbiamo vivere una primavera da protagonisti, e non da assonnati, da 'peones'. I calciatori competitivi, sono quelli che non subiscono l'influsso soporifero della nuova stagione. I giocatori, facendo bene farebbero un favore innanzitutto a loro stessi e al loro prestigio, oltre che alla societa' e all'ambiente, a tutti noi. Ballardini ha fatto uno straordinario lavoro, adesso i giocatori devono guardarsi allo specchio e rendersi conto che non bisogna essere vanitosi e presuntuosi".

Sabatini ha anche parlato di Abel Hernandez, giovane attaccanteuruguaiano ieri al secondo spezzone di presenza con la maglia rosanero. "Le presenze in campo di Abel non sono significative: deve capire ritmi e tempi di gioco e deve metterci un altro tipo di spessore nervoso nella partita. Lui e' una figura proiettata nel futuro, oggi fa prevalere i difetti non i pregi. Ballardini l'ha capito e sa che dobbiamo aspettarlo con piena fiducia. Oggi non e' in grado di risolvere i problemi del Palermo, come per esempio lo sara' Budan tra 20 giorni, quando rientrera'. Le nostre carenze non sono in attacco, ma sussistono quando si gioca un calcio invece di un altro, a prescindere da chi e' andato in campo. Se sbagliamo la partita con tutte le sue componenti, non bastano ne' Hernandez ne' Cristiano Ronaldo". Poi si parla di un altro giovane, il danesino Kjaer, nel mirino delle grandi. "Braida in tribuna a Verona? Il Milan fa bene a seguire Kjaer, in futuro farà certamente grandi cose. Se lo segue però non significa che lo prenda perché di sicuro rimarrà qui anche l'anno prossimo".

Sabatini ha anche parlato del suo viaggio in Argentina, probabilmente per seguire da vicino i tre giocatori argentini del Lanus, il fantasista Salvio, il centrocampista Valeri e il centrale difensivo Quintano. "Il Palermo sulle tracce di questi tre giovani? Siete gente di gusto - replica ironicamente il direttore sportivo - avete individuato calciatori importanti, che il Palermo segue in prospettiva di un progetto futuro, per futuro intendo l'anno prossimo. Ci serve gente per costruire un risultato insieme allo zoccolo duro della squadra".

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