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Rosanero battuti 1-0

Un Palermo piccolo piccolo
abbocca all'amo del Chievo


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calcio, chievo, palermo, serie a, Sport
L’occasione era ghiottissima e il Palermo l’ha sciupata. A Verona il Chievo domina la partita, non in senso stretto come risultato, ma fa quello che vuole contro la formazione rosanero, che dal 36’ del primo tempo ha giocato in inferiorità numerica, per l’espulsione di Cassani. Anche prima del cartellino rosso, però, gli uomini di Ballardini avevano giocato sotto tono, rispetto alle ultime due prestazioni vincenti contro Fiorentina e Lecce. Non si arresta il trend positivo dei gialloblù. La formazione di Di Carlo, vecchio cuore rosanero, è stata attentissima, aggressiva e ha sfruttato un’amnesia difensiva degli ospiti, favorita probabilmente da una sostituzione ritardata da parte del tecnico del Palermo.
L’occasione era ghiottissima in chiave europea, perché Roma e Lazio avevano perso i due anticipi del sabato. Ieri, invece, il Palermo ha perso, e Fiorentina e Genoa hanno vinto. I veronesi, sconfiggendo Liverani e compagni, hanno fatto un altro balzo in chiave salvezza. A dir poco evanescente la fase offensiva dei siciliani. Certamente ha pesato l’assenza dello squalificato Miccoli, ma una squadra che ha certe ambizioni come quella rosanero non può dipendere da un solo elemento, sebbene di qualità tecniche ben oltre la media.
Nel primo tempo a parte una conclusione di Simplicio (su punizione di Liverani) fuori dallo specchio, e un’innocua punizione dalla distanza di Bovo gli ospiti non riescono a produrre molto, né ad accendere i circa 300 sostenitori di fede palermitana. Amelia si oppone con qualche intervento alle iniziative dei “mussi volanti”. I rosanero soffrono l’asfissiante pressing dei padroni di casa, che a volte arriva alle soglie dell’area di rigore. L’azione stenta a ripartire, perché le iniziative dei portatori di palla sono spesso spente sul nascere, pochissime le azioni di prima, anche dal “faro” Liverani. Tante incertezze, tanti errori e perfino qualche rimpallo contro di troppo. È proprio su un rimpallo, nel finale della prima frazione di gioco, che Bovo perde palla a favore del Chievo, Pellissier si getta in avanti, rubando lo spazio a Cassani, che lo stende e viene espulso dall’arbitro Damato, che lo considera ultimo uomo. È un episodio determinante, perché Ballardini non ridisegna subito lo schieramento rosanero, temporeggia, probabilmente aspettando l’intervallo. Kjær toglie la tuta, sembra sul punto di entrare, poi si riveste. Proprio poco prima del fischio del direttore di gara, un’incursione sulla destra di Luciano sorprende tutti, a partire da Simplicio: è il clivense a vincere il derby brasiliano, ad entrare in area e a battere Amelia sul primo palo.

Nella ripresa il Palermo scende in campo con un discreto anticipo rispetto al Chievo, prima della ripresa. Segnale, apparente, di pronto riscatto. Ballardini fa entrare Kjær e Mchedlidze, al posto di Migliaccio (che alla fine del primo tempo aveva preso una botta) e Succi, abbastanza spaesato. Kjær rimette in sesto la difesa, probabilmente anche per la gioia di Ariedo Braida, direttore sportivo del Milan, una delle squadre (per bocca dello stesso Ancelotti) che segue con interesse il danesino. La formazione ospite, tuttavia, nonostante i buoni propositi che saranno rimbombati negli spogliatoi resta abbastanza innocua ed operosa. Non si ricordano interventi degni di nota del portiere del Chievo, Sorrentino. È difficile sorprendere una difesa schierata come quella dei veronesi, con Rigoni davanti al reparto arretrato. L’avvio del Palermo è racchiuso in un presuntuoso e inutile tiro dalla lunga distanza di Cavani. Nel giro di dieci minuti il Chievo è più pericoloso e Amelia dice no due volte a Marcolini. Ballardini è coraggioso nel mantenere le due punte (la terza nel finale, Hernandez, è stata più una mossa dettata dalla disperazione), ma la squadra non asseconda la sua voglia di colpire. Mchedlidze prova un’acrobazia improbabile, con il pallone che finisce lontanissimo dalla porta. I clivensi controllano benissimo la gara, cedendo apparentemente il pallino del gioco ai rosanero, che non lo sfruttano per nulla e, più passa il tempo, più si innervosiscono, accorgendosi che il tempo scorre e nulla cambia. I padroni di casa non fanno granché, provando ad approfittare di qualche sbandata della difesa dei siciliani, dove spicca, negativamente, Bovo che, ammonito, sarà squalificato per la prossima gara, in casa contro il Torino.
Non c’è nemmeno da parte del Palermo un vero e proprio assalto finale. Poco prima della conclusione del match Carrozzieri finisce da centravanti e Amelia si presenta nell’area avversaria, attendendo Simplicio che deve calciare un corner. Il brasiliano sbaglia totalmente l’angolo e il portiere, di ritorno nella propria area, salva su Langella, subentrato nella ripresa.
Un Palermo piccolo piccolo esce dal Bentegodi ridimensionato: c’era un esame da superare e i rosanero non ce la fanno. Fra due settimane, dopo la pausa per gli impegni della nazionale, arriverà al Barbera il Torino di Corini e dell’ex ds Foschi. Senza badare ai sentimenti, per la squadra di Ballardini sarà vietato sbagliare. Pena l’addio ai sogni di Uefa

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