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"A Coverciano il Palermo si è ritrovato
Ma con i viola non sarà facile"


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“Nella mia Coverciano il Palermo si sarà ritrovato, sono convinto che contro la Fiorentina la squadra di Ballardini giocherà una partita gagliarda, anche se il gruppo di Prandelli è un osso duro per tutti”. A parlare è uno dei “grandi vecchi” del calcio italiano che da ventuno anni ha la sua seconda casa proprio al centro della Figc a Coverciano, Azeglio Vicini, ct azzurro schiacciato nel ricordo di tanti fra Enzo Bearzot, vincente in Spagna nel 1982, ed Arrigo Sacchi, rivoluzionario del calcio ma solo argento ai Mondiali del 1994. Vicini sfiorò il titolo iridato in casa nel 1990, in un’estate di notti magiche e rimpianti forse eterni. Azeglio Vicini, oggi presidente del settore tecnico di Coverciano e direttore della scuola allenatori, alla vigilia del match del Franchi fra viola e rosanero, si è ritrovato come vicini... i calciatori rosanero. Spediti a Coverciano, senza charter, dal presidente Maurizio Zamparini. Uno dei ricordi più belli della carriera sportiva di Vicini è legato a una partita giocata a Palermo. “Con la nazionale – racconta – giocammo alla Favorita la prima amichevole dopo i Mondiali del 1990, contro l’Olanda. Davanti alla tv c’erano quindici milioni di telespettatori, numeri incredibili per una gara non ufficiale. Significava che la mia Italia era comunque rimasta nel cuore della gente”.
È una vigilia delicata sia per il Palermo che per la Fiorentina. I rosanero vengono dallo choc del derby, in casa viola si è registrato il primo storico scollamento fra Cesare Prandelli e una parte del pubblico viola.

Chi sta peggio? E chi starà meglio domenica sera?

“A Firenze i problemi fra tecnico e tifoseria mi hanno stupito, come mi ha sorpreso il risultato del derby. A parte questo momento, però, i risultati delle due formazioni sono nelle attese. La Fiorentina si sta mantenendo ai vertici e il Palermo, che però conosco meno, ha spesso offerto un gioco piacevolissimo. Forse ai rosanero manca qualche punto, ma la classifica è comunque buona. Non dimentichiamo che a livello d’organico la scorsa estate Zamparini ha fatto una rivoluzione”.

A cacciare nei guai il Palermo ha contribuito un certo Walter Zenga, uno dei suoi pupilli assoluti in nazionale. Con il suo Catania, domenica scorsa, ha demolito i rosanero in un derby che resterà nella storia...

“Sono felice della carriera che sta facendo. Sono stato uno di quelli che l’ha spinto a fare il corso di allenatore, lo sollecitavo e incoraggiavo ai tempi in cui stava cominciando a fare televisione. Fuori dall’Italia ha ottenuti risultati di un certo rilievo e sono convinto che, col tempo, potrà ripetersi anche nel campionato italiano”.

In campo, al Franchi, ci saranno alcuni dei migliori talenti italiani. Li aspetta un lungo futuro in nazionale?
“Penso di sì. Il futuro del calcio italiano è nei migliori elementi dei club medio-alti, raramente in quelli delle big, che hanno molti stranieri, è passato il tempo dei blocchi delle grandi squadre nella nazionale italiana. Nel caso di Fiorentina-Palermo mi riferisco a ragazzi di valore come Montolivo, Nocerino, Amelia e Gilardino. Per confermarsi a livello di nazionale devono garantire prestazioni di alto livello e costanza di rendimento. Bisogna dimostrare continuamente di meritare l’azzurro”.

Dopo l’onta del derby con i rossazzurri Zamparini ha “trasferito” il Palermo a Coverciano, casa sua...
“È l’ambiente ideale in cui una squadra può ritrovarsi e lavorare al meglio. Lo scorso novembre il nostro centro sportivo ha festeggiato i cinquanta anni, ma è una struttura all’avanguardia, dove ci sono campi e tutto quello che occorre per lavorare bene. Il panorama è bellissimo, il posto è tranquillo, ai piedi di Fiesole. È la casa del calcio italiano, degli allenatori e degli arbitri. Qui è stata scritta la storia e penso che il Palermo avrà trovato ristoro e avrà recuperato le forze per la gara contro la Fiorentina”.

Sarà una giornata speciale per Fabio Liverani, l’ex più atteso, che torna da capitano rosanero nello stadio in cui per due anni ha fatto benissimo. In casi del genere pesano di più le emozioni o gli stimoli?
“Al giorno d’oggi i calciatori sono abituati da sempre alla notorietà e alle emozioni forti. Io dico che nelle gare molto sentite crescono vertiginosamente le motivazioni. Liverani vorrà fare bene con la sua nuova maglia. Può essere uno degli uomini determinanti della partita”.

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