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Una vittoria sbagliata


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Atalanta, calcio, palermo, Sport
I guizzi fatati di Miccoli (Palermo-Atalanta 3-2) e un buon primo tempo non devono far dimenticare il resto. Il Palermo ha vinto, viva il Palermo, come si dice in questi casi. Ma il soffertissimo successo contro un’Atalanta inizialmente suicida (Vieri, fin dal primo minuto e Valdes in panca) rischia di essere una vittoria sbagliata.

E lo sarà senz’altro se – col conforto dei tre punti – Zamparini e Sabatini vorranno insistere con l’orgogliosa tiritera del “Noi tireremo dritto e non compriamo nessuno”. Non vogliamo atteggiarci a Cassandre (e Cassandra ci azzeccava sempre), ma è meglio scriverlo in tempi non sospetti, sperando di sbagliare: questo team rosanero non ha, al momento, tutte le carte in regola per ambire all’Europa con speranze concrete. Il lavoro di Ballardini sta dando i suoi frutti (ma ieri perché lasciare così a lungo Capuano sotto gli artigli di Valdes?), tuttavia l’Armada rosanero è quello che è: una squadra attrezzata per un campionato tranquillo con qualche punta di eccellenza. E la dipendenza dai (pochi) talenti assoluti crea motivi di preoccupazione. Finché Miccoli accende la lampadina va tutto bene. Ma Miccolinho ha i muscoli di seta. Troppa grazia chiedere uno straccio di attaccante che possa se non farne le veci, almeno tappare un buco, visto che Succi appare volenteroso e inadeguato, mentre Budan è disperso? Chi scrive non condivide molti dei giudizi negativi che leggerete oggi sulla prestazione di Liverani. Il capitano è riuscito a
navigare dentro una gara complessa da par suo ed è risultato decisivo con l’assist per il terzo gol. Il rovello è un altro: chi farà gioco a centrocampo in caso di malaugurata assenza del nostro. Per non parlare della celebre questione del terzino sinistro bis, ormai annoverata tra i grandi misteri italiani. Al Palermo serve come il pane, ma non si compra. Ecco, per tutto questo e per altro, non sappiamo fino a che gradazioe di felicità essere contenti. La partita di ieri può dare l’entusiasmo giusto all’ambiente e costituire un trampolino di lancio, purché ci sia una strategia di compere mirate al mercato di riparazione. Altrimenti sarà l’ennesimo alibi e l’ennesimo passaggio luminoso di una stagione destinata al chiaroscuro, se non accadranno miracoli (che possono sempre accadere).

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