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Domani Palermo-Atalanta

Ballardan, tocca a te


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Atalanta, calcio, Davide Ballardini, palermo, Sport
Ora tocca a Davide Ballardini. Tocca a lui dimostrare che davvero fu oro tutto quello che luccicò nelle partite contro Juve e Milan. Tocca al tenente Ballardan liberarsi (con l’ipnosi e la psicoterapia aggressiva, se è il caso) del sacchiano che è in lui: cioè di quella piccola rete di maniacalità, tic e fissazioni che rendono riconoscibile un sacchiano perfino a una festa di trapattoniani.

Quali fissazioni? Bé, per esempio la concentrazione ossessiva sempiternamente sugli stessi undici. Ballardini ritiene di non avere cambi sufficienti? Non parrebbe, visto che ha più volte lodato l’organico considerandolo ottimo e abbondante. Allora perché, per esempio, insistere con un Bresciano generoso e sfiatato? Siamo alla svolta del campionato del Palermo che deve decidere cosa farà da grande: se veleggiare verso lidi ambiziosi o accontentarsi di vivacchiare con uno sguardo prudentemente gettato dietro le spalle. Il momento non è propizio. La cabala ci dice che il ritorno sui campi post-panettone rischia di essere periglioso per i rosanero. Qui si fanno sogni di gloria (ricordate una insolita serenata guidoliniana soffocata da un cappotto a Marassi?). Qui, puntualmente, muoiono all’alba. Ballardini ha conquistato tutti per la sua cortesia, per la sua sagacia tattica e per la sua sana tendenza al pragnatismo. Se è saggio come appare saprà che gli inni di gioia – nella mutevolezza del pallone rotolante – fanno presto a diventare cachinni e pernacchi. Dunque, prosegua a manetta con la sua intelligenza accesa. Non esageri col suo aplomb di antipersonaggio (la storia dei collaboratori svegliati nel cuore della notte la prima volta è carina, la seconda pure, la decima no). E butti via gli occhiali da sole.Alle porte c’è l’Atalanta di Del Neri che campa di pane e velocità e di un disegno tattico che, quando riesce, provoca dolori di pancia a tutti. Il guaio di Del Neri, semmai, è la fissità. Ballardini può coglierlo impreparato diversificando, manipolando, rendendo fluido ciò che sarebbe scontato e ingessato nelle aspettative degli altri. A parità di condizioni, Del Neri lo batti solo col colpo di scena e con la fantasia. Ecco perché ora tocca a Ballardini. Prenda per mano questo Palermo adolescente e ci dimostri che davvero si può fare buona navigazione senza il Pazzini di turno.

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