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Il rosanero che fu

Maggiolini: “Palermo?
L’ho fatta piangere di gioia"


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Quando firmò per il Palermo disse che il suo sogno era giocare nel Palermo, nella Samp e nella Roma. Tiziano Maggiolini, romano del quartiere Montesacro, classe 1980, quando arrivò alla corte di Giuliano Sonzogni non immaginava che i suoi sogni si sarebbero fermati ai colori rosanero, indossati solo per una stagione. “Potrò dire di avere realizzato almeno per un terzo le mie aspirazioni calcistiche”, dice adesso Maggiolini, che gioca nel Novara in Prima Divisione.

Dai tempi di Palermo è sparita la chioma folta e riccioluta…

“Avevo provato a farmi ricrescere i capelli l’anno scorso, ma non ho più la pazienza di una volta. Adesso sono sposato e ho anche un bimbo di diciannove mesi. E quando si diventa grandi si fanno altre scelte. Qui a Novara sto bene, ho un contratto di tre anni e spero di togliermi tante soddisfazione. Siamo in corsa per la promozione”.

Lei è il calciatore che con una rete all’Ascoli, e la contemporanea sconfitta del Messina con l’Avellino, regalò la serie B al Palermo nella stagione 2000/01…

“La gente di Palermo aspettava quella promozione da tanto. Non dimenticherò mai, a fine gara, come sia stato gratificante uscire dallo stadio. È un ricordo incredibile, c’era tantissima gente, molti piangevano di gioia, altri mi baciavano e mi abbracciavano. Ho un paio di foto di quei momenti e non me ne separo mai, le porto sempre con me”.

Perché andò via?

“Non certo per mia volontà. Ero di proprietà del Venezia che mi fece andare alla Lodigiani. Dopo aver vinto il campionato avrei preferito restare a Palermo e in ogni caso non restare in serie C. E invece andò al contrario di come avrei voluto. Sono andato per la mia strada, ho conquistato un altro paio di promozioni”.

Sente più nessuno dei compagni di quella stagione?

“Purtroppo ho perso i contatti con tutti. Mi è capitato di sfidare in campo La Grotteria qualche settimana fa, o di incontrare quasi per caso Terlizzi o Accardi. Grazie a quest’ultimo ho sentito per telefono Roberto Matracia, il medico sociale”.

Ha seguito da lontano al polemica del presidente Zamparini dopo l’arbitraggio di Cagliari-Palermo?

“Di recente con il Novara abbiamo perso una partita e ne abbiamo pareggiato un’altra con due gol di mano degli avversari…”.

Un po’ come la rete di Gilardino al Palermo?

“Esattamente, solo che in serie A episodi di scarso fair-play come questo hanno la giusta visibilità televisiva. Nella nostra categoria, invece, passano quasi sotto silenzio e alla fine nessuno paga…”.

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