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Il personaggio rosanero

Cavani: un matador
contro le malelingue


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Il Toro bussa alla porta con zoccoli e corna resi imperiosi dallo stato di necessità in classifica? Perbacco, qui ci vuole un Matador. Che poi sarebbe il nomignolo di Edinson Cavani. Un soprannome maturato chissà quando che potrebbe tornare buono, secondo i bisogni del Palermo.

Edinson Cavani, tra l'altro, ha qualche sassolino nei tacchetti da togliersi. Domenica scorsa ha schiantato il Chievo con le sue galoppate da corrida, ha segnato un gol. Eppure, una parte del pubblico del “Barbera” rammenta, ancora adesso, soltanto le due reti sbagliate dall'uruguaiano. Errori marchiani, certo, e tuttavia giustificabili con la grande generosità agonistica del Matador. Che corre, corre, corre a perdifiato – secondo personale attitudine ed esigenze del modulo – per cui è abbastanza normale che possa ritrovarsi al dunque in debito di ossigeno e fosforo. Purtroppo, occorre aprire una parentesi in più su certi tifosi rosanero che non imparano mai la lezione. Abbiamo sentito qualche fischio in tribuna, mentre il Palermo giochicchiava con i resti del povero Iachini, sul tre a zero. Qualcuno si è scagliato contro Edinson. Altri hanno storto il muso perché i rosanero sul tre a zero “incomprensibilmente” non affondavano i colpi, risparmiando le energie per la lunga guerra del campionato. E i nemici della felicità non appartengono solo alla progenie assisa in tribuna. Pure la gradinata si è esibita nel “tiro a Cavani”, a risultato acquisito, sottolineando con più di un boato qualche giocata maldestra, in mezzo a una partita comunque importante. Cari criticoni, nessuno critica la vostra legittima potestà di criticare. Ma, criticando criticando, dove credete di andare? Perché accanirsi con tanta ingiustificata ferocia contro un campioncino che è patrimonio del Palermo e può diventare il tesoro inestimabile dei prossimi quindici anni? Perdonategli, dunque, qualche sbavatura. Oppure fate come volete, però ricordate l'ovazione riservata a Matusiak quando subentrò al posto di Caracciolo. Lo stesso Matusiak che ha chiuso col calcio, per limiti sostanziali. Non c'è che dire: una bella lungimiranza...
Tornando al Matador. Il Cavani di quest'anno è in via di formazione, ma sta mettendo in mostra qualità fondamentali. La partita contro il Torino può diventare un altro tassello sulla strada della consacrazione. Un gol avrebbe un duplice l'effetto: rompere (sportivamente) le corna al Toro. E zittire quelle che Ivan Graziani chiamò in una bella canzone le “Maledette malelingue”.

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