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Lecce-Palermo 1-1

Cavani acciuffa il Lecce
forcing finale ed è 1-1


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Nella clessidra stava finendo la sabbia e stava scattando un campanello d’allarme in casa rosanero. Perdere a Lecce avrebbe compromesso molte certezze sull’effetto Ballardini, invece il primo pareggio in campionato – finora nessuna mezza misura per il Palermo – allontana i fantasmi della terza sconfitta consecutiva.

Gli ospiti devono ringraziare Edinson Cavani, l’uruguayano spesso discusso (e anche ieri per lunghi tratti poco decisivi), che a un paio di minuti dal novantesimo ha pareggiato i conti, annullando il vantaggio giallorosso, firmato da Giacomazzi nel primo tempo. Risultato giusto perché il Lecce, dopo il vantaggio, ha provato a speculare e nulla più. Mentre i rosanero, assenti ingiustificati per circa un’ora, hanno dato tutto nel finale, mettendo in campo energie residue e orgoglio. Determinante l’inferiorità numerica di Giacomazzi, giocatore decisivo nel bene e nel male per i pugliesi: prima autore dell’1-0, ma espulso nel secondo tempo.

Allo stadio di via del Mare Ballardini sorprende tutti con la formazione iniziale, forse anche i suoi stessi calciatori: Nocerino finisce in tribuna, Liverani e Raggi si accomodano in panchina. In difesa accanto al rientrante Carrozzieri c’è il baby danese Kjær, il centrocampo è più che muscolare con Guana, Bresciano e Migliaccio, a Simplicio affidati i soliti compiti di regia avanzata. Poche sorprese nella squadra di Beretta, alle prese con tre squalificati ()

Nel primo tempo si assiste a una delle peggiori prove stagionali del Palermo, una squadra sfilacciata e mai pericolosa dalle parti del portiere leccese Benussi. La formazione rosanero ha poche e confuse idee, non ha la forza di scardinare il “muro” giallorosso, di trovare un solo corridoio da percorrere. I padroni di casa interpretano meglio la gara, chiudono tutti gli spazi e sono pronti a ripartire, in virtù di due terminali offensivi molto mobili come Cacia e Castillo. Si aspettava l’acuto di un ex Caserta, sulla trequarti, ma è un altro “vecchio amico” del Palermo, Giacomazzi, a dare la svolta. Approfitta di un errato passaggio a centrocampo, verticalizza in modo delizioso, tagliando come burro la difesa del Palermo, messa malissimo. Il pallone raggiunge Castillo che, pur dribblando male Fontana, trova Cacia. L’ex bomber di Piacenza e Fiorentina deve solo appoggiare in rete per l’1-0. È il 22’. Si aspetta ancora il Palermo, sembra che i rosanero non siano scesi in campo. E prima dell’intervallo cambia poco, la squadra di Ballardini non mette mai in difficoltà gli avversari. Il Lecce aspetta sornione, si supera nei raddoppi più che puntuali sui portatori di palla rosanero e poi prova a colpire con qualche ripartenza. Nella seconda parte del primo tempo i Ballardini boys, pur in svantaggio, non inquadrano mai la porta, producono solo una bella girata a lato di Miccoli e un cross dello stesso numero 10 – per l’occasione capitano – che Cavani non riesce a raggiungere per pochi centimetri.

Dopo l’intervallo non cambiano i ventidue interpreti in campo. E non cambiano i motivi conduttori del match. Il Palermo, pur restando sostanzialmente inconsistente, mostra più verve; la manovra è rosanero è più avvolgente. E Ballardini prova a migliorarla dal punto di vista qualitativo con gli innesti di Liverani e Lanzafame – fischiato in quanto ex del Bari – al posto di Guana e Bresciano. Sulla carta gli ospiti sono più sbilanciati in fase offensiva. Ballardini rischia il tutto per tutto, toglie Nocerino e inserisce Succi. Alla mezzora Giacomazzi entra duro su Balzaretti e, già ammonito, viene espulso. Cartellino giallo, poco dopo, anche per Liverani che, diffidato, salterà la prossima partita di campionato contro il Chievo Verona. L’ultimo scorcio di gara è caratterizzato dagli estremi tentativi di pareggiare degli uomini di Ballardini, mentre i pugliesi si limitano solo a difendere, anche con otto uomini dietro la palla. Una gran punizione di Miccoli, deviata da Caserta, consente al portiere del Lecce, Benussi, di esibirsi in un miracolo. Simplicio pesca in area Cavani, che però sbaglia il tempo dello stacco di testa. Poco più tardi Miccoli semina il panico sulla destra, prova a servire Lanzafame, ma ancora il portiere del Lecce è decisivo ed anticipa il giovane di scuola Juventus. Quando tutto sembra compromesso un cross di Balzaretti squarcia la difesa del Lecce: Lanzafame sfiora appena il pallone di testa, Succi non lo aggancia, arriva Cavani che – pur non colpendo in modo deciso – gonfia la rete dei giallorossi. Uno ad uno, messo in discussione in un primo momento dal guardalinee che alza la bandierina, ma l’arbitro convalida. Ci sarebbero quattro minuti di recupero, ma entrambe le squadre hanno finito la benzina. L’ultimo fotogramma della gara è per Miccoli che saluta la sua gente con la mano sul cuore. “Miccoli, uno di noi”, canta la curva del Lecce. Il sospetto è che prima o poi i tifosi salentini abbracceranno il loro idolo. I fans rosanero sperano sia in un futuro quanto più possibile lontano.

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