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Lecce vs Palermo

Palermo a Lecce per invertire la rotta


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Modificare la rotta, anzi invertirla. Lo chiedono, magari sottovoce, i tifosi rosanero, a cominciare dal primo, Maurizio Zamparini. Perché la posizione di classifica è ancora soddisfacente, ma senza gli ultimi ko, il popolo rosanero si sarebbe sentito autorizzato a fare ben altri pensieri. E in un campionato in cui i valori di certe grandi squadre stentano ad emergere, c’è spazio per stupire e costruire un sogno.

Le novità certe si chiamano Fontana e Carrozzieri. Il portiere sostituirà Amelia, neanche convocato perché deve prima risolvere i problemini fisici che lo affliggono. Il difensore centrale rientra dopo una giornata di squalifica e troverà al suo fianco Raggi, vincente nel ballottaggio col giovane Kjaer. Il Palermo a Lecce per il resto proporrà il volto delle ultime settimane. Dopo le confitte con Catania e Fiorentina, il tecnico Ballardini non sembra intenzionato a fare rifiatare qualcuno dei suoi uomini. Ancora niente turn-over, insomma, il tecnico romagnolo preferisce puntare sul blocco granitico che tante soddisfazioni gli ha dato prima del recente doppio stop. Qualcuno, però, manca di brillantezza, è sotto gli occhi tutti. Contro rossazzurri e toscani l’anello debole della formazione rosanero è stato il centrocampo: Liverani – che è diffidato e sarà squalificato dopo la prossima ammonizione – è stato contrastato più che efficacemente da due ex, da Mascara al Massimino e da Santana contro i viola, e così la linea mediana del Palermo è andata in tilt. Complice il momento di appannamento di Bresciano, dopo l’ottimo avvio di campionato, e il rendimento in chiaroscuro di Nocerino, che non decolla nemmeno dopo la fiducia di Lippi in nazionale. Gente come Guana e Migliaccio scalpita e, per fare rifiatare chi è stanco, sarebbero l’ideale. In avanti sarà riproposta ancora la coppia Cavani-Miccoli, con il pugliese non al massimo della condizione. Partirà lui, giocherà la sua partita del cuore contro gli amati colori giallorossi, ma è pronto il ristabilito Succi a subentrargli in corsa. Niente da fare per Budan e Mchedlidze, fuori dai convocati perché ancora non al top, dopo gli infortuni.

Il Lecce è una buona squadra, in cui fanno capolino alcuni ex rosanero, Munari, Giacomazzi, ma soprattutto Caserta che si sta dimostrando decisivo per le sorti dei pugliesi, che hanno anche qualche gioiellino in panchina, da Konan – castiga-Juve qualche anno fa – a Boudianski, ex Primavera Juve col piede caldo sulle punizioni. Proprio il ruolo di Caserta, in chiave offensiva come in quella di contenimento, può diventare cruciale. Sarà lui probabilmente a incrociare Liverani, la fonte di gioco del Palermo. I salentini hanno costruito in casa la loro buona classifica, si schierano con un modulo speculare a quello del Palermo, e puntano tutto sulle doti realizzative di Castillo, argentino emerso dopo una vita nelle categorie inferiori, e Cacia, vecchio pallino di Rino Foschi che a Firenze ha fallito in una grande piazza. Come nel caso del Palermo anche il Lecce – per la disposizione tattica – può scoprirsi sulle fasce laterali. È una formazione composta da calciatori di buone qualità fisiche, che sanno far girare bene palla. I rosanero, tuttavia, sono più esperti e dovranno essere bravi a sfruttare qualsiasi indecisione dei padroni di casa, già capaci di perdere a Reggio Calabria domenica scorsa e di farsi raggiungere sul pari dall’Udinese – per fare due esempi dei cali di tensione dei salentini. Un exploit esterno è auspicabile ed è possibile. La parola ai rosa.

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