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Catania-Palermo, le pagelle

Il talento di Martinez
Le colpe di Carrozzieri


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CATANIA

Bizzarri 7. Compie una sola parata determinante su Cavani. Deve avere gli stivaletti di Paperinik sotto gli scarpini. Il suo colpo di reni non tradisce mai.
Silvestre 6. Dalle sue parti passano i timidissimi Titti dell’attacco rosanero. E lui se li pappa in un sol boccone
Terlizzi 6,5. Gli avversari sono proprio anemici. In certi casi sembra Scirea Buonanima. Non è mai merito suo.
(88’ Baiocco sv. Qualche minuto di felicità per ringhiare senza complessi sul prato della vittoria)
Sardo 7. Il rapido taglia a fette l’esangue trincea tirata su da Balzaretti con l’ausilio sporadico di Nocerino. Non lo beccano più.
(70’ Stovini 6. Presidia con calma ed esperienza il muro tirato su dai suoi compagni).
Silvestri 6. Quantità più che qualità. Tuttavia, col Palermo visto al Massimino era sufficiente un’onesta vita da gregario.
Izco 6,5. Millepolmoni aggiunge qualche bel ghirigoro alla corsa e all’onnipresenza in campo. Essenziale.
Biagianti 6,5. Si piazza nella zona fatata dei trequartisti rosa e si erge a barriera insormontabile.
(60’ Llama 6,5. Ex oggetto misterioso rivitalizzato, in dinamismo e qualità, dalla cura dell’Uomo Ragno).
Tedesco Giacomo 6. Si era fatto notare di più nell’imminenza della partita per le risapute e interessantissime considerazioni sulla sua telenovela familiare.
Martinez 8. Che bravo. Unisce talento e sostanza, piedi e abnegazione. Quando va in cielo per siglare il vantaggio, stacca il frutto meritato dall’albero di una splendida prestazione, arricchita dall’azione del rigore.
Morimoto 7. Compone con Martinez e Mascara il trio “M”, inviato da Zenga a piazzare mine nella roccaforte di Amelia. Destabilizza subito Carrozzieri. Ogni tanto esagera in egoismo. Il suo sguardo da harakiri davanti all’occhiataccia del compagno a cui non passa un pallone d’oro è tenero e impagabile.
Mascara 7. Va bene, ha un conto aperto col Palermo. Speriamo che lo chiuda, un giorno o l’altro.
Zenga 8. Il dodicesimo uomo in campo. Accolto con molte risatine e spallucce da un ambiente giornalistico convinto che avrebbe fatto parlare di sé per le solite guasconate, si sta mangiando la classica pasta alla Norma della giusta rivalsa (a Palermo sarebbe una fetta di carne)

PALERMO
Amelia 5. Il principe azzurro torna rospo troppo in fretta. Il vantaggio etneo lo coglie impreparato nella terra di nessuno. Spiace dirlo, il Fontana dello scorso anno avrebbe arpionato il pallone.
Cassani 6. Qualche amnesia difensiva. Si sgancia bene, perfino con eleganza. Si perde nel bailamme di una difesa ormai mutilata.
Carrozzieri 2 (di simpatia). Meglio essere chiari e magari brutali. Certe scempiaggini – tipo entrataccia a centrocampo da ammoniti – non sono ammissibili nemmeno nel torneo di Beach Soccer al Lido Battaglia. E le arie da caporione in cerca di rissa con l’arbitro andrebbero evitate. E’ il principale responsabile della sconfitta. Faccia atto di contrizione.
Dellafiore 5. Si fa battere in potenza e vigore pure dalla pulcetta Morimoto, è quanto dire. Regge bene finché c’è Carrozzieri. Poi, sembra Pollicino perduto nel bosco, senza nemmeno una mollica di pane.
Balzaretti 5. Annichilito dalle incursioni che sventrano la sua fascia. Tarda a raccapezzarsi. Quando ci riesce, è andata.
Nocerino 5. Anche lui vittima delle folate avversarie come Balzaretti. Capisce poco della partita.
(73’ Budan sv. Almeno è tornato)
Liverani 5,5. Qualche apertura di pregevole rilievo stilistico. Ma in mezzo al campo lo stritolano. Non trova il bandolo, stavolta.
Migliaccio 5,5. Tappa, sbuffa, si danna, corre… E causa il rigore che chiude l’incontro.
Simplicio 6,5. Si salva dal pressing con la tecnica ed è felicemente essenziale, senza svolazzi. Una buona giornata personale che non ricorderà.
Cavani 6,5. Combatte da solo. Sfiora un gol di tacco che avrebbe fatto ricrescere i capelli a Ballardini. Non molla mai.
Miccoli 5. Il suo contributo più rilevante al taccuino della partita è la faccia scura scura che lo accompagna mentre esce dal campo. Pochino, anche per un fuoriclasse dai muscoli fragili.
(54’ Tedesco Giovanni 6. Giovannino lotta sempre. Non chiediamogli di più.)
Ballardini 6. Carrozzieri gli rovina i piani. Forse Raggi, dietro, avrebbe garantito chili e prestanza. Però non appare colpevole.

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