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Calcio - Serie A

Super-Miccoli stende la Reggina
Il Palermo cala il tris di vittorie


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Signori, il tris è servito. Ballardini incassa un’altra vittoria al “Barbera” portando a quota 9 i rosanero in classifica. Un successo arrivato al termine di una gara poco spettacolare ma importante sotto il punto di vista della maturità raggiunta da questa squadra.

Encomiabile lo spirito di sacrificio mostrato da Liverani e compagni al cospetto di un avversario che, come sospettato alla vigilia, è sbarcato a Palermo con l’intenzione di badare prima a non prenderle. Ne è venuta fuori una partita muscolare, sbloccata da un colpo di genio di Miccoli, autore ancora una volta di una prestazione super, e farcita da tanta corsa dell’intero collettivo rosanero che voleva fortemente i tre punti per presentarsi al doppio impegno esterno contro Juventus e Catania con un buon bottino i classifica.

Nel tiepido pomeriggio di fine settembre il Palermo formato Ballardini si è presentato ai 19.235 spettatori del “Barbera” con la formazione tipo. Unica eccezione a centrocampo in cui nel trio di mediana, accanto a Nocerino e Liverani, è comparso Migliaccio al posto di Bresciano. Difesa confermata, con Cassani ancora preferito a Raggi nella posizione di esterno basso a destra, coppia centrale formata da Bovo e Carrozzieri e l’inossidabile Balzaretti sulla sinistra. In avanti ancora la premiata ditta Miccoli-Cavani con Simplicio in posizione di ispiratore. Orlandi ha risposto con una Reggina muscolare, confermando il 4-4-1-1 annunciato in cui Santos è stato schierato al posto dell’acciaccato Valdez al centro della difesa. Confermata per il resto la linea arretrata calabrese con Cirillo centrale, Lanzaro a destra e Vigiani sul lato mancino. A centrocampo Barreto ci mette la fantasia, Carmona e Halfredsson la grinta e Costa la corsa. Dietro all’unica punta, Corradi (surclassato nel duello con Carrozzieri), Orlandi si affida all’estro dell’ex rosanero Brienza, apparso in buona condizione fisica ma troppo solo e orfano di un compagno di reparto in grado di parlare la sua stessa lingua calcistica. Così il Palermo, dopo una fase iniziale di studio, comincia a premere sull’acceleratore, andando in pressing sui portatori di palla avversari, come ormai tradizione nella gestione tecnica di Ballardini. E al 15’ arriva il primo brivido per la difesa ospite, con Migliaccio che mette in mezzo un traversone teso su cui Miccoli arriva solo a spizzare con la punta del piede.
La Reggina tiene, ma senza mai apparire pericolosa dalle parti di Amelia. La squadra di Orlandi resta chiusa e compatta a protezione della propria metà campo, cercando di pungere con Brienza e Corradi, come quando l’ex folletto rosanero viene atterrato tatticamente da Liverani (giustamente ammonito) sul nascere di un contropiede generato da un rinvio della retroguardia amaranto.
Non è facile per il Palermo trovare spazi con un avversario così chiuso. Il gioco sulle fasce che potrebbe aprire dei varchi nel muro calabrese non è sufficientemente sfruttato dai rosanero che al 34’ creano con Simplicio un’altra palla-gol grazie a un’incursione da destra di Cavani. Il tiro al volo del brasiliano, però finisce alto. Allora ci pensa Miccoli a inventarsi una percussione centrale a nove minuti dal termine del primo tempo. Il Romario del Salento dribbla sapientemente tre avversari e si presenta al limite dell’area dove fa partire un destro che sibila sul palo alla sinistra di Campagnolo.
Al 38’ il pressing rosanero mette Simplicio in condizione di partire verso la porta avversaria a campo aperto. Cirillo non ha alternative e stende il brasiliano cinque metri fuori la lunetta dell’area di rigore. Farina gli mostra il cartellino giallo.
Si va al riposo a reti inviolate e nella ripresa le squadre si ripresentano immutate in campo. Già al 3’ i rosa si rendono pericolosi sugli sviluppi di un corner dove su una conclusione smorzata dalla difesa amaranto Carrozzieri colpisce di testa da terra mandando di poco alto la sfera. E’ l preludio allo splendido gol di Miccoli che un minuto dopo viene servito in verticale, si beve Cirillo e converge al centro dell’area beffando Campagnolo con un esterno destro felpato che gonfia la rete.

Orlandi cerca di rimediare tirando fuori Halfredsson per Barillà, ma è ancora Miccoli a spadroneggiare sulla fascia destra e un minuto dopo mette al centro un traversone sul quale Simplicio non arriva per la deviazione vincente. Con i rosa in vantaggio la Reggina si apre e per Miccoli e Cavani è un invito a nozze. Orlandi toglie Costa per Sestu nel tentativo di dare più incisività al centrocampo calabrese ma la musica non cambia. Il Palermo è sempre padrone del campo, Liverani e Migliaccio sono più liberi di organizzare il gioco siciliano giocando una miriade di palloni per Simplicio e le punte rosanero che adesso si divertono a cambiarsi di posizione svariando su tutto il fronte d’attacco ricco di spazi per affondare.
La sensazione è che al Palermo manchi solo il gol per chiudere l’incontro, in tribuna la faccia del patron reggino Foti è lo specchio dello sconforto per l’impotenza calabrese; troppa la differenza di qualità in campo tra le due formazioni. Solo Sestu tra gli ospiti appare in grado di poter dare una scossa alla manovra ma sulle sue iniziative la difesa rosa si fa sempre trovare pronta. A poco meno di dieci minuti dalla fine Ballardini concede la standig ovation a Miccoli sostituendolo con Lanzafame. Il giovane talento di scuola-Juve si segnala per un paio di dribbling interessanti e un’incessante pressing sui difensori avversari. Poi c’è il tempo per gli applausi a Brienza, apprezzato per l'esempio di fair play mostrato quando si ferma per poter consentire di soccorrere due colleghi a terra nonostante si trovasse a tu per tu con Amelia. Orlandi lo sostituisce a due minuti dal termine, Ballardini risponde con l’ingresso in campo di Tedesco, al posto di un Cavani formato maratoneta, che trasforma il modulo dei rosa in un 4-3-2-1 con Lanzafame in avanti. Finisce in gloria con i beniamini del Barbera che esultano sotto la Nord tenendosi per mano. Il tris è servito, inizia la settimana più lunga, in vista del big match di Torino dove alla corte della Signora c’è Amauri ad attendere i rosanero.

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