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Le interviste: il tecnico rosanero

Ballardini mister umiltà
"Siamo sulla giusta strada"


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Si vede subito che Mister Ballardini ha il calibro giusto. Ha l’intensità che ci vuole (espressione cara a Sacchi e ai suoi protomartiri) per sopravvivere nel calderone. Ha la saggezza consumata del precario, perché in fondo l’allenatore di calcio altri non è: un Lsu di lusso.

Arriva in sala stampa. Saluta le hostess. Si siede con una flemma alla Clint Eastwood, prima di un duello. Il pallone rotola. Oggi sei su. Domani chissà. Quella stessa poltroncina che adesso accoglie le terga ballardiniane ha già visto e salutato diversi condottieri sconfitti. Alcuni si credevano immuni dei dell’Olimpo. Altri possedevano furbizia e acume. Tutti, inesorabilmente, sono stati logorati e macinati dalla ganasce del pallone declinato alla Zamparini Al nostro Clint, al tenente Ballardan probabilmente non accadrà. Non si lascerà consumare. E’ più di un auspicio. Forza e calma suggeriscono previsioni ottimistiche.
Ballardan non butterà giù la costruzione per una frase incauta di rabbia come fece Baldini. Non si terrà i rospi dentro per implodere, come capitò a Guidolin. Non li sputerà fatalmente e brutalmente fuori come forse è successo a Stefano Colantuono. Non si perderà.
Dunque, Davide Ballardini segue a ruota la conferenza di Cavani e Bovo che hanno detto le cose che si dicono in questi casi. Lui si guarda in giro. Misura con occhiate pensose la platea dei cronisti. Gli domandano: “Senti, che sensazioni hai?”. Risponde, dando del lei al suo interlocutore. Non è alterigia. E’ rispetto istituzionale delle forme e dei ruoli. Eccolo, il tenente: “Ho sensazioni buonissime. Quando c’è generosità e c’è collaborazione le cose girano per forza bene”. La semplice ricetta che mancava. Il Palermo finalmente è un gruppo, non un’accozzaglia di solisti alla ricerca del Do di scarpino. Anche la disposizione della compagnia tra campo, panchina e tribuna segue la logica dell’amalgama di massiminiana memoria. Poi si vedrà.
Intanto, non bisogna concedere nulla all’ebbrezza. “Dobbiamo lavorare tanto – il tecnico rosanero spegne il divampare di facili entusiasmi -. Dobbiamo continuare ad essere veloci, rapidi, a giocare sull’anticipo. Abbiamo gli uomini giusti. Posso disporre di tanti giocatori bravi, è una vera fortuna”. Altro ingrediente nel viatico per la costruzione di un sogno. Se vinciamo, è sempre merito dei ragazzi, mai di Mister Umiltà. Che pure ha avuto una mano felice nel rimescolare gli addendi di una somma che non riusciva.
“Nei minuti finali – riconosce Ballardini – c’è stata tensione. Può accadere. Dobbiamo migliorare pure in questo. Sono comunque soddisfatto. Siamo sulla strada giusta”. Un cammino che sarà lastricato di insidie. Davide B. non si monta la testa. Gli chiedono del gol di Bovo. Mica frutto di un suo schema? E lui: “Li abbiamo provati tutti. Tutti tranne quello”. Risata generale. Espressioni di stima. Strette di mano. Se il tipo è tosto come sembra non cadrà sulla via delle lusinghe che evaporano. Saprà benissimo che a Palermo, come in ogni contrada pallonara, gli eroi di oggi possono diventare in un lampo i fessi di domani. Dunque, cautela e avanti piano. Ma l’impressione è che sulla panca rosa ci sia uno col nome adatto all’impresa che poi è sempre la stessa. Sconfiggere il Golia di turno.

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